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Il "nodo" delle Commissioni parlamentari

Ars, ultime trattative
Si apre il confronto coi grillini


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Vertice tra i partiti della coalizione di Crocetta e il Movimento 5 Stelle, che chiede la commissione Ambiente. Possibile un'intesa in extremis anche con Grande Sud e Pds, che riguardi anche le vicepresidenze. A Pd e Udc Bilancio, Sanità, Attività produttive e Unione europea

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PALERMO - Si apre un confronto tra la coalizione di governo e il Movimento 5 Stelle. Dopo il faccia a facci all’Ars tra i “grillini” e il presidente della Regione Rosario Crocetta, ieri c’è stato un vertiche anche con i partiti della maggioranza di governo. Un’interlocuzione, quella col 5 Stelle, che Pd e Udc avevano già cercato nei giorni che avevano preceduto l’elezione del presidente dell’Ars. Ma in quella circostanza, gli abboccamenti dello sherpa crocettiano Nino Malafarina non erano andati a buon fine. Ieri, però, all’Ars il summit c’è stato, e ai massimi livelli. Presenti il capogruppo 5 Stelle Giancarlo Cancelleri e il segretario del Pd Giuseppe Lupo, ma anche il capogruppo dei democratici Baldo Gucciardi, Nino Dina per l’Udc e Di Giacinto e Malafarina per la lista Crocetta.

Un momento di confronto in vista del passaggio di martedì, quando le commissioni si insedieranno ed eleggeranno i presidenti. Un appuntamento al quale le forze politiche stanno cercando di arrivare forti di un accordo preventivo che eviti imboscate e sorprese. Il Movimento 5 Stelle, che è il secondo gruppo per consistenza numerica all’Ars dopo il Pd, avrebbe espresso la richiesta di ottenere la presidenza della quarta commissione, quella che si occupa di Ambiente e Territorio, temi particolarmente cari ai militanti del movimento di Grillo e centrali nel loro programma. Una proposta che i partiti di maggioranza ritengono tardiva, ma da prendere in considerazione. Un aggiornamento è in programma lunedì. L’idea di Pd e Udc è quella di inserire nella partita dell’accordo istituzionale anche i vicepresidenti e i segretari di commissione. Ma non solo: altra idea è quella di valutare una rotazione delle presidenze a metà legislatura, per soddisfare i nove gruppi che si sono formati all’Ars. Inoltre, si pensa a una rivalutazione del Comitato per la qualità per le leggi e della Commissione statuto. In questo quadro, anche con Pds-Mpa e Grande Sud si potrebbe aprire in extremis una interlocuzione

Si allargherebbe quindi l’intesa istituzionale in base alla quale si dovrebbero dividere presidenze e vicepresidenze di commissione. Pd e Udc dovrebbero dividersi quattro commissioni: Unione europea, Bilancio, Sanità e Attività produttive. Quest’ultima andrebbe al Pd, con Bruno Marziano in pole. La prima sarebbe appannaggio dell’Udc, con un deputato di lungo corso. Restano Bilancio e Sanità, andranno una a Nino Dina dell’Udc, l’altra al Pd (se sarà il Bilancio, Cracolici è il favorito). Al Pdl, e per la precisione a Nino D’Asero dovrebbe andare la prima commissione. Al movimento Territorio di Nello Dipasquale dovrebbe andare la presidenza di una commissione minore, mentre i crocettiani probabilmente otterranno con Malafarina la presidenza della commissione Antimafia.