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La convention

I renziani di Sicilia ripartono:
"Crocetta abbia più coraggio"


Davide Faraone: "In Sicilia i comitati per Renzi hanno ottenuto il miglior risultato del Mezzogiorno. Il nuovo governatore oscilla tra l'innovazione e la vecchia politica". Il segretario Lupo: "Le primarie per i parlamentari dovranno unire, non dividere".

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Davide Faraone, lupo, pd, renzi, Politica
PALERMO - “Quello delle primarie è stato un grande risultato”. A parlare non sono i dirigenti di partito siciliani, tutti sostenitori di Pierluigi Bersani. Non sono neanche i nuovi deputati regionali del Pd, fedelissimi al segretario nazionale. Questo bilancio delle ultime consultazioni di centro sinistra è tracciato proprio da quanti hanno sostenuto lo “sconfitto” Matteo Renzi. Che non si sono demoralizzati, anzi.

“Siamo entusiasti” spiega Davide Faraone, rottamatore palermitano ed ex deputato regionale del Pd. Oggi, seduto su una scrivania sul palco del Palab, a Palermo, ha visto succedersi gli interventi dei militanti di partito, almeno centocinquanta, provenienti da tutta la regione per scambiare idee e proposte. “Ci siamo confrontati – ha aggiunto Faraone - contro tutto l'apparato di partito, contro il cento per cento dei deputati dei segretari di federazione. E abbiamo ottenuto il 40 per cento in Sicilia, che è il miglior risultato del Mezzogiorno”.

Così l'avventura dei renziani non finisce qui. “Continua il percorso: ci saranno le primarie per i parlamentari che è un nostro successo, una nostra battaglia. Il sostegno a Renzi non era un sostegno a una persona: c'era un idea di fondo, di cambiamento, che qui in Sicilia è amplificato perché il Pd è sclerotizzato”. Neanche la presenza del segretario regionale dei democratici Giuseppe Lupo ha addolcito il giudizio sul Pd da parte dei fedeli al sindaco di Firenze. A cominciare da Faraone, che vede un Pd “deludente”: “Finalmente va al governo della Regione, non dopo un ribaltone ma passando dalla porta principale, e trova lo spazio per litigare immediatamente per le poltrone e non per i contenuti”. Tra gli interventi che si sussegono – di cinque minuti ciascuno, scanditi da un gong – emerge il desiderio di un'attenzione maggiore ai giovani del partito, al rigore sul limite del terzo mandato, alle alleanze per le prossime elezioni provinciali. Fino alle riflessioni sul senso di una lista Crocetta alle prossime elezioni nazionali.

Al centro del discorso del segretario regionale Lupo, anche lui salito sul palco accanto a Faraone, le primarie per i candidati a deputato che si terranno tra il 29 e il 30 dicembre. “Una grande occasione di rinnovamento della nostra rappresentanza parlamentare” secondo Lupo, che si potrà realizzare solo se “ci sarà la collaborazione di tutti. Le primarie dovranno unire e non dividere”. Ma il segretario dei democratici ha compiuto un ulteriore passo in direzione dei renziani: “Avendo voi ottenuto una rappresenzanza del 30-35 per cento alle primarie – ha detto - e non avendo voi una rappresentanza all'interno degli organi di partito vi assicuro che quando mi rivolgerò alla vostra area terrò conto della quota di elettori reali che rappresentate".

Una scossa arriva infine anche al governo di Crocetta, cui i rottamatori hanno comunque ribadito il proprio sostegno. “Il suo comportamento è stato contraddittorio - ha affermato Faraone - La sua giunta è un mix tra innovazione e segnalazioni correntizie. Noi gli chiediamo di cambiare rotta e abbandonare le scelte conservatrici. Noi lo sosterremo là dove riformerà, ma deve avere più coraggio”.