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ne servono almeno 50mila

Mafia, al via la raccolta firme
per il ddl sulle aziende confiscate


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La proposta di legge, sostenuta anche dalla Cgil, punta a colmare le lacune dell'attuale legislazione e a rimuovere gli ostacoli che impediscono la sopravvivenza sul mercato delle aziende "bonificate", tra cui i lunghi tempi di riassegnazione.

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PALERMO - Prende il via anche in Sicilia la raccolta firme per la proposta di legge d'iniziativa popolare sulla tutela delle aziende confiscate alla mafia e dei suoi lavoratori promossa da Cgil, Centro Studi Pio La Torre, Arci, Avviso Pubblico, Acli, Libera, Sos Impresa, Lega delle cooperative, e l'Associazione nazionale magistrati. Alle associazioni promotrici si sono aggiunte nel comitato siciliano Unicoop, Cittadinanza per la magistratura. La proposta di legge punta a colmare le lacune dell'attuale legislazione e a rimuovere gli ostacoli che impediscono la sopravvivenza sul mercato delle aziende "bonificate", tra cui i lunghi tempi di riassegnazione.

Servono almeno 50mila firme a sostegno della proposta già presentata e approvata in Cassazione. Le associazioni si sono date un obiettivo molto più alto: presentare oltre 500 mila firme. Le singole associazioni promuoveranno nelle loro sedi e attraverso iniziative specifiche la raccolta delle firme e nel mese di gennaio verrà realizzata un'iniziativa pubblica che lancerà ufficialmente la campagna.