Live Sicilia

PALAZZO DELLE AQUILE

Nasce 'Cambiare si può'
con un occhio alle Politiche


alba, Angela Galici, antonio marotta, Beno Biundo, Carlo Marino, davide ficarra, de magistris, di pietro, Ermanno Giacalone, franca de mauro, Giancarlo Minaldi, Gioacchino Scaduto, giusto catania, idv, ingroia, laboratorio zeta, Luca Nivarra, mangano, mario azzolini, monastra, ninni terminelli, orlando, pd, renato costa, Saverio Cipriano, sel, verdi, Palermo

Affollata assemblea di Cambiare si può a Palermo, che aspettando Ingroia e De Magistris pensa già alle prossime Politiche. "Orlando e Idv? Sono i benvenuti", dice l'assessore Giusto Catania.

VOTA
4.3/5
7 voti

PALERMO - C’è il docente universitario, il licenziato, l’operaio, l’attivista antimafia, il ricercatore precario dell’università e il pensionato. E ancora i movimenti civici, le associazioni, semplici cittadini e anche qualche esponente di partito. L’assemblea palermitana di Cambiare si può è un mondo variegato: oltre un centinaio di persone che questa mattina hanno affollato la sala Mauro Rostagno di Palazzo delle Aquile e che rappresentano quel mondo della sinistra fuori dal Parlamento e che dice no ad accordi con Sel e Pd, guardando con fiducia a Ingroia e De Magistris.

Una platea vasta che passa dagli attacchi al governo Monti alle nostalgie per il comunismo, passando per l’agricoltura biologica e la scommessa per le prossime Politiche e la raccolta delle 60mila firme necessarie. C’è questo e tanto altro nella prima assemblea locale della nuova lista civica nazionale, che nel capoluogo si alterna al microfono con interventi da quattro minuti al massimo: e dopo l’intervento, ci si siede e si contano i minuti per chi segue, con una guida dell’assemblea “partecipata” che esclude a priori protagonismi.

Perché l’obiettivo “è quello di non ripetere gli errori della Sinistra arcobaleno – dice l’assessore comunale Giusto Catania, fra i più applauditi – che era una sommatoria di sigle e partiti con l’unico obiettivo di superare lo sbarramento alle elezioni. Dobbiamo costruire qualcosa di nuovo che vada oltre, per il quale le urne siano solo un passaggio intermedio”.

L’età media è alta, nonostante i diversi giovani in sala, e l’identikit di chi partecipa all’assemblea sembra rispecchiare vecchi cliché: tutti prendono appunti, con Repubblica o Il Fatto quotidiano sotto braccio, a volte qualche libro, mentre accorati oratori descrivono le sconfitte degli operai nelle fabbriche, la precarietà di chi insegna all’università o il bisogno “che ritorni il vero comunismo, che in Parlamento rifiuta i privilegi e non mangia se prima non lo fa il povero della strada: servono veri comunisti, non quelli alla Bertinotti. Il momento è grave, dobbiamo essere i nuovi partigiani”. “Questa Europa non ci piace – tuona qualcuno – non vogliamo essere trattati come schiavi”.

L’entusiasmo comunque è tanto, alimentato anche dalla prospettiva di poter uscire da un anonimato che solo le ultime Comunali di Palermo sembrano aver cominciato a scalfire. “Qui dobbiamo presentare una proposta di governo seria – dice Frank Ferlisi, insegnante in pensione – e non andare in Parlamento per essere condannati all’irrilevanza”.

In sala tanti cittadini, con bambini al seguito, ma anche volti noti: i consiglieri comunali Antonella Monastra e Alberto Mangano (Idv), i docenti universitari Luca Nivarra, Giancarlo Minaldi e Carlo Marino, i dirigenti di Rifondazione Davide Ficarra e Antonio Marotta, avvocati del calibro di Armando Sorrentino ì, Gaetano Lanfranca e Motta, e Franca De Mauro, figlia del giornalista Mauro ucciso dalla mafia. E ancora l’ex consigliere comunale Ermanno Giacalone, il magistrato Gioacchino Scaduto, Renato Costa di Cgil medici e il Laboratorio Zeta.

“Questa è una giornata importante – dice la Monastra del movimento Alba, che ha dato il via a Cambiare si può – c’è una vasta partecipazione di cittadini e cittadine che trovano un luogo in cui poter provare a incidere sulle sorti nazionali in chiave anti-montiana. E’ una scommessa in un quadro nazionale in continuo movimento e ancora assai confuso”.

E in effetti sono in tanti a fare ancora confusione con il movimento arancione del sindaco di Napoli, Luigi De Magistris. “Noi abbiamo fissato alcuni punti irrinunciabili – dice Beno Biundo di Alba – come la struttura orizzontale e di base, l’assenza di simboli di partito e il divieto di candidare chi negli ultimi dieci anni è stato già in Parlamento. E poi la non alleanze col Pd: e su questo da De Magistris aspettiamo ancora una parola chiara”.

Parola che potrebbe arrivare a Roma venerdì 21, quando il sindaco scioglierà definitivamente la riserva. E a farlo dovrebbe essere anche il pm Antonio Ingroia, che tutti vedrebbero come candidato premier a Politiche che si vanno avvicinando sempre di più. “Ma noi vogliamo che questo progetto sia aperto a tutti – dice Catania – che sia il tassello di un processo più ampio che aggreghi tutti quelli che stanno a sinistra di Pd e Sel, compresi l’Idv e il sindaco Orlando che invito a rompere gli indugi e ad aderire a questo nuovo soggetto. I grillini? Siamo incompatibili, loro non parlano di lavoro, di pace o di migranti che invece sono i punti forti del nostro programma. Puntiamo a rappresentare i più deboli, il nuovo proletariato, non siamo né per l’antipolitica, né per i tatticismi”.

In sala si vedono anche esponenti di Sel come Mario Azzolini, Saverio Cipriano, Angela Galici, Ninni Terminelli di Prospettiva politica (“Il quadro è cambiato rispetto alle Regionali, faremo le nostre valutazioni”), e esponenti dei Verdi ormai spaccati in due tra chi guarda a Bersani e chi no. I Comunisti italiani sembrano invece più orientati all’asse Sel-Pd.

Un’assemblea che si tiene a Palermo come altre se ne tengono a Trapani, Messina, Catania ed Enna: sono circa trecento i siciliani che hanno firmato l’appello. Ma è un mondo in piena evoluzione, che potrebbe attirare su scala nazionale anche la Fiom e lo stesso Antonio Di Pietro, costretto a “riciclarsi” dopo il terremoto Report, ma che dovrà fare i conti anche con la concorrenza a sinistra o almeno con quei pezzi che faranno strada da soli, come Libera Sicilia di Ottavio Navarra che si incontrerà domani al Jolly Hotel.

L’obiettivo sono le Politiche e sarà quindi corsa alle firme e alle candidature, ma l’orizzonte è anche più vasto. “Se andassero bene queste elezioni – sussurra qualcuno – potremmo pensare anche alle Provinciali. Orlando? Starà con noi, vedrete, è solo questione di tempo”.