Live Sicilia

l'intervista a biagio conte

"La Missione è in crisi
Ma occorre aiutare i poveri"


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Sguardo acceso e speranzoso, sorriso accogliente, un corpo minato dalla malattia ma, come lui stesso afferma, un "cuore che batte". A Livesicilia Biagio Conte racconta delle difficoltà in cui versa la Missione di Speranza e Carità.

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PALERMO - Sguardo acceso e speranzoso, sorriso accogliente, un corpo minato dalla malattia ma, come lui stesso afferma, un "cuore che batte" dentro quel saio verde. E' così che Biagio Conte ha accolto LiveSicilia nel grande salone della Missione di Speranza e Carità. Puntuale, seppur poco prima impegnato in un incontro con il sindaco Leoluca Orlando giunto in visita nella Missione di via Decollati, Biagio Conte ha risposto alle nostre domande.

Dopo la sassata e il ferimento dello scorso agosto come sta?

"Tutto superato. Sono abituato alle difficoltà e alla realtà aspra della vita. Quello che è successo a me è molto meno di ciò che sta accadendo nella Missione e nella società".

Quale il motivo della visita del sindaco?

"Ho ricevuto la visita di Orlando e la cosa mi ha profondamente colpito. Siamo stati in via Decollati. Pur avendo diversi impegni, è riuscito a svincolarsi da essi e ad incontrarmi. Lui è già veterano nella sua esperienza come primo cittadino di Palermo, aveva conosciuto questo centro quando era ancora un'accozzaglia di macerie. Ha rivisto la realtà attuale, è rimasto colpito. Desideravamo un incontro con lui soprattutto per il problema della Tarsu, nella speranza che potesse fare qualcosa dal momento che è una tassa comunale. Quest'imposta ci penalizza perché si valuta tenendo conto dei metri quadrati, tuttavia l'incontro mi lascia ben sperare".

A circa tre settimane dalla notizia dello stato di emergenza della Missione, qual è la situazione attuale? A quanto ammonta il debito?

"Tra luce, acqua, gas e Tarsu si arriva a 400mila euro. Il problema è anche che ogni giorno la Missione va avanti e con essa aumentano i debiti ogni giorno".

Quali sono gli altri problemi con cui il centro deve scontrarsi quotidianamente?

"Devo dire che nell'ultimo periodo anche quello degli spazi sta diventando un problema evidente. Abbiamo anche dei letti al di fuori della struttura, che poi la notte vengono portati in questo salone in cui durante il giorno si svolgono anche attività di scuola, di teatro, di proiezione di film. C'è chi è abituato a dormire all'esterno e non vuole entrare dentro. Già per loro avere un sostegno, un luogo in cui fare la doccia, mangiare e ricevere accoglienza è davvero tanto".

Quante persone accogliete al momento?

"Ci sono mille ospiti per le tre comunità. Abbiamo assistito ad una metamorfosi impressionante. La Missione è nata per i senza tetto di Palermo ma oggi accoglie tantissimi immigrati. E' importante dare il nostro sostegno anche a loro. E ciò non viene capito".

Come forma di protesta per i debiti accumulati dalla Missione, aveva scelto di dormire per strada, alla stazione centrale, dove tutto aveva avuto inizio. Poi è arrivata la visita del presidente Crocetta. Che risposte avete ottenuto dalla Regione?

"Avevo scelto una simile protesta perché avevo visto davvero una situazione brutta per il centro. Era stata contattata Equitalia per il nostro debito sul gas. L'Enel ci aveva detto che ci abbassava la tensione, ora è scattata la diffida. Loro pensano che non siamo in grado di sostenere tutte le spese. In ventuno anni ce l'abbiamo fatta, abbiamo sempre pagato. Il problema forte riguarda gli ultimi due anni e questo mi ha mandato in crisi. La paura era che tutti dovessero tornare per strada. Per questo ho deciso di dare vita a quella protesta, dopo due giorni e una notte è arrivato il presidente Crocetta. La Regione ha deciso di venirci incontro su acqua e gas affinché ci venga dato il tempo per risolvere il problema. La luce è il debito più grosso, circa 170 mila euro. L'Enel vuole essere pagata subito. Il presidente mi ha detto che si stanno muovendo".

Ma l'unica reale garanzia è quella di avere più tempo e non un aiuto concreto?

"Spero che non sia così".

In un'intervista aveva dichiarato di aver ricevuto subito 10mila euro dal presidente del Senato Schifani. Dopodiché qualcun altro ha offerto il proprio contributo?

"Schifani ha subito dato il suo sostegno. Abbiamo ricevuto anche 20mila euro dal presidente del Palermo Zamparini e forse vuole dar vita ad un'iniziativa per aiutarci. Stiamo ricevendo delle attenzioni".

Pensa che i sostegni principali arrivino in periodo di campagna elettorale?

"Noi abbiamo frenato sempre questa cosa. Non voglio far arrivare acqua al mulino di nessuno. In molti vogliono anche sapere a quale partito appartiene fratello Biagio. Io mi schiero solo con il partito dei poveri. Chi approfitta di certe emergenze per farsi pubblicità in campagna elettorale presto vedrà svanire il frutto del suo lavoro".

La crisi da cui è investita la società è anche una crisi di valori?

"Il rischio più grande è proprio questo, si sono calpestati i valori. Quando ignoriamo i valori ci condanniamo. Il tutto si ripercuote su noi stessi, soprattutto l'indifferenza. Girare la faccia a chi è in difficoltà, non guardare chi è all'angolo della strada: questa è la vera crisi. Una società che lascia indietro i più deboli prima o poi si sfalderà. La gente è in crisi. Sono diminuite le visite di chi portava un aiuto per la Missione, ma so che Palermo ha un cuore che batte".

A meno di dieci giorni dal Natale saranno maggiori le esigenze del centro?

"Essenzialmente in questo momento servono coperte, cappelli, guanti, sciarpe. Servono anche generi alimentari quali olio, salsa e zucchero, ma anche pasta, riso e latte. Importanti sono anche i prodotti per l'igiene personale e la pulizia dei locali".

Avete provato a chiedere aiuto alla Diocesi locale?

"Il cardinale ci ha risposto. Durante l'anno lui acquista il latte pediatrico per i bambini, che ha un costo impressionante. Per adesso ha donato 15mila euro, una goccia importante unita a tante altre".

Vuole lanciare un messaggio ai cittadini e alle istituzioni?

"La Missione è molto conosciuta e tutti sanno che non ha mai preteso nulla. Viviamo in un momento difficile e sarebbe bello se tutti facessero qualcosa per gli altri. Non pretendo un aiuto ma mi piace pensare che una realtà come la nostra non venga dimenticata dalla Regione e dal Comune. L'appello che voglio lanciare ai cittadini è quello di restare uniti nella fede, nei valori, nella famiglia e nell'accoglienza. E' importante rispondere al male con il bene. Dobbiamo unire le forze nelle difficoltà, non abbatterci, essere fiduciosi e aprirci alle culture diverse dalla nostra, perché contribuiscono ad arricchirci. Abbattiamo il muro dell'indifferenza, tutti nel nostro piccolo possiamo contribuire a dare speranza".

Al termine dell'intervista, Biagio Conte ha voluto esprimere il suo punto di vista sulla profezia Maya: "Non è vero che il mondo sta finendo. Il nostro motto è 'sbracciati e datti da fare'. Solo così si potranno risolvere i numerosi problemi da cui è afflitta la società".