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Concorsone, la strage
dei candidati alla prova


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Al primo giorno della prova di preselezione al concorso a cattedre si registra una bassa percentuale di candidati ammessi in Sicilia: soltanto il 26% ha superato l'esame. Le storie di chi ci prova.

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PALERMO - La prima giornata della prova di preselezione al concorso a cattedre registra una bassa percentuale di candidati ammessi in Sicilia: soltanto il 26% dei siciliani ha superato la prova. Si sono presentati in 19.536 (il numero previsto era di 23.622) e solo in 5.135 sono riusciti ad ottenere il punteggio minimo per il superare l’esame computer based: 35 su 50. La Sicilia si colloca fra gli ultimi posti, come percentuale di prove andate a buon fine, mentre è al secondo posto, dopo la Campania, per numero di prove svolte. In tutta Italia la percentuale degli ammessi è del 33,6%: su 136.289 prove svolte, 45.787 sono state superate. Domani si svolgeranno gli ultimi quattro turni di prove: si prevede la partecipazione di più di 22.000 candidati. Tutti i risultati verranno pubblicati sul sito del ministero dell'Istruzione.

Dei circa 100 candidati che oggi hanno svolto la preselezione nelle aule informatiche della scuola media superiore Silvio Boccone di Palermo, meno del 20% ha avuto successo. Tra i candidati che escono alla spicciolata c’è sconforto, anche se alcuni si aspettavano l’esito negativo della prova. “L’ho capito quando ho cominciato a esercitarmi con il simulatore del sito del Miur. È impossibile superare la prova per chi non ha delle competenze scientifiche precise”, racconta un’insegnante precaria, da anni in graduatoria, che oggi non ha superato la preselezione, “adesso tornerò ad aspettare che la graduatoria scorra”.

“Io ho fatto un tentativo - racconta un’altra candidata, un’ “esterna”, come vengono definiti i tanti che hanno risposto al bando senza aver mai fatto parte delle graduatorie - , ma ero sicura che non avrei passato la prova”. Neanche Antonella ce l’ha fatta: “aspettavo un concorso da 13 anni, non ho superato la selezione per un solo punto. Alcuni dei quesiti sono ridicoli, altri invece troppo difficili, solo chi è specializzato in campo scientifico poteva risolverli”. “Sarebbe più facile vincere il Superenalotto – dice Mariastella di Reggio Calabria, che tenta il concorso in Sicilia perché nell’Isola - non faccio parte delle graduatorie dei precari della scuola, ma spero di vincere una cattedra in disegno e arte nelle scuole medie o superiori”.

A Stefano invece è andata bene. Trentenne, fa un altro lavoro e ha deciso di partecipare al concorso per aumentare la sue possibilità d’impiego. Concorreva per la classe di elettronica e affini: “trovo che i quesiti di logica fossero abbastanza abbordabili, ma c’è poco tempo per risolverli, richiedono una risposta immediata, quindi bisognava esercitarsi molto bene prima”.

Anche Nunzio è fra i pochi che ce l’hanno fatta. Da anni lavora come insegnante di sostegno per la scuola primaria a Bergamo, è inserito nelle graduatorie permanenti ad esaurimento. “Ho scelto di partecipare al concorso in Sicilia per avere qualche chance di riavvicinarmi alla mia terra, nonostante sapessi che avrei avuto molte più probabilità di vincere una cattedra in Lombardia. Non credo che questa formula di preselezione sia efficace per valutare le competenze degli insegnanti, mi sembra un terno al lotto utile solo a sfoltire il numero dei candidati. perché è così che siamo considerati nella scuola pubblica: dei numeri. Spero che le prossime prove siano più attinenti alla professione che svolgo con passione, che verrò trattato come professionista. Mi ha molto colpito l’età media molto alta dei partecipanti: nella mia “batteria” i trentenni erano pochi, c’erano quarantenni e anche cinquantenni. A riprova che anche la scuola pubblica viene considerata un porto di scarico per precari a vita”.

Francesco, che sosterrà la prova nel pomeriggio, si definisce un “abusivo”, è uno dei tanti che, non in possesso dei requisiti richiesti dal bando, ha presentato ricorso tramite un sindacato ed è stato ammesso con riserva alla prova per decisione del Tar. “Mi sono un laureato dopo il 2003, spero che andranno in porto sia il concorso che il ricorso. Mi sono esercitato, i test abbordabili, ma penso che sarà penalizzato chi lavora già e non ha potuto dedicare molto tempo alle simulazioni. Non credo che questo tipo di test sia utile a reclutare i più intelligenti o i più preparati”.