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IL PARERE DEL GEOLOGO AGNESI

La caduta del meteorite a Brancaccio
L'esperto svela i misteri della pietra


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Il presunto meteorite caduto a Brancaccio

Tanti i dubbi e le paure che avvolgono la misteriosa pietra caduta nel quartiere alla periferia di Palermo nella notte fra venerdì e sabato. Pura casualità o presagio delle profezie Maya? Valerio Agnesi, geologo e direttore del museo Gemmellaro, spiega: "Si tratta solamente di un piccolo corpo celeste che non creerà alcuno squilibrio".

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PALERMO - Una scia luminosa, poi il ritrovamento di quello che avrebbe tutti i connotati di un meteorite. Una relazione stretta con la tanto annunciata fine del mondo del calendario Maya o soltanto una coincidenza?

È questa la domanda che nelle ultime ore rimbomba nella testa dei palermitani, che, scettici o no, vogliono sicuramente saperne di piú su ció che la polizia ha recuperato a Brancaccio per poi consegnarlo all'Istituto di Geofisica e Vulcanologia. (per la vicenda, CLICCA QUI)

Gli esperti nelle prossime ore sapranno dire con sicurezza se si tratta di un vero e proprio meteorite. Se così fosse, è comunque escluso che si tratti dei primi "sintomi" della fine del pianeta. Proprio come spiega Valerio Agnesi, geologo e direttore del museo Gemmellaro di Palermo: "I meteoriti sono frammenti di corpi celesti che giungono sulla terra solo se durante il loro viaggio non si polverizzano quando impattano con l'atmosfera. Frammenti piu grossi, come quello presumibilmente arrivato ieri, fanno parte di asteroidi. Quest'ultimi - aggiunge Agnesi - sono corpi celesti che compiono orbite irregolari che intersecano quelle dei dei pianeti, come in questo caso la Terra".

"Quando interseca l'orbita terrestre il meteorite viene catturato dal campo di attrazione gravitazionale della Terra, schiantandosi su di essa. Il fatto che sia caduto su Palermo è puramente casuale. Inoltre - aggiunge Agnesi - il fatto che non si sia polverizzato prima, fa pensare che si tratti probabilmente di un meteorite dal nucleo ferroso piú resistente alla polverizzazione o alla fusione soprattutto se contiene elementi metallici come il nichel o l'iridio che è di natura extraterrestre".

"La caduta di meteoriti - precisa Agnesi - non è un fatto infrequente anche perchè spesso si tratta di corpi di piccole dimensioni che cadono a mare e nessuno se ne accorge se non gli esperti che attuano in monitoraggio piú ampio. Tuttavia, nella storia della terra, è noto l'impatto di grossi meteoriti che hanno causato grossi sconvolgimenti come quello che 65 milioni di anni fa portó all estinzione dei dinosauri. Le moderne ricerche geologiche hanno accertato che tale meteorite ha impattato nella zona dell' attuale Yucatan generando un cratere che ancora oggi è parzialmente visibile".

"Gli studiosi ritengono che la sequenza di terremoti e tsunami - conclude il geologo - innescati da quell'impatto, nonché le modificazioni climatiche e i detriti nell' atmosfera abbiano determinato una profonda modificazione ambientale che uccise i dinosauri. Nei primi del Novecento un altro sconvolse una regione della Siberia settentrionale, carbonizzando ettari di foresta. Ritornando al meteorite di ieri le dimensioni del frammento sono tali da far ritenere che si tratti di un piccolo corpo celeste che non sia in grado di creare alcuno squilibrio".