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LA LETTERA DI TOTO' ORLANDO

Budget aziende, tempi stretti


Stringono i tempi per l'approvazione dei budget delle partecipate, che andrebbero esitati entro la fine dell'anno. E spunta la lettera di Totò Orlando al sindaco: "Tempi stretti, fate presto".

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orlando, russo
PALERMO - Continua a tenere banco la questione dei budget delle partecipate. Regolamento alla mano, infatti, entro fine anno il consiglio comunale dovrà approvare i budget 2013 delle aziende partecipate totalmente da Palazzo delle Aquile al termine di un iter dai tempi cadenzati. Tempi che però, anche quest’anno, non sono stati rispettati. Il regolamento prevede che entro il 30 settembre le aziende mandino i bilanci alla giunta, che li approva e li manda al consiglio comunale che, acquisito il parere dei Revisori dei conti, ha tempo fino al 31 dicembre.

Peccato però che, passata la prima metà di dicembre, di tutto questo non vi sia ancora traccia. La giunta non ha approvato ancora nulla, e quindi i budget non sono arrivati né ai Revisori e né in commissione contingentando enormemente i tempi. E che la situazione sia scottante lo rivela anche una nota che il presidente del consiglio comunale, Totò Orlando, lo scorso 12 novembre ha inviato al sindaco, al vicesindaco, all’assessore al Bilancio, al capo di gabinetto, al segretario generale, al ragioniere generale, ai revisori dei conti e al dirigente preposto.

“Si invitano i soggetti in indirizzo – scrive Orlando – al tempestivo adempimento degli obblighi al fine di consentire a questo consiglio l’eventuale adozione della proposta di deliberazione entro il 31 dicembre”. Ma, a oltre un mese di distanza, nessuna risposta malgrado il presidente di Sala delle Lapidi specifichi la necessità di far presto per lasciare ai revisori i 15 giorni previsti dal regolamento per formulare il parere.

L’amministrazione, interpellata, allarga le braccia e assicura che accelererà i tempi ma intanto i giorni passano e i budget non vengono neanche messi all’ordine del giorno con la conseguenza che, se si sforerà il termine di fine anno, le società saranno costrette a spendere in dodicesimi. “Quello che stranizza – commenta il consigliere del Misto Mimmo Russo – è la semplicità con cui l’amministrazione risponde a degli obblighi di legge, quasi da apprendisti stregoni. E’ possibile costringere i revisori a fornire pareri in fretta e furia, come successo per il consuntivo? E’ questa la rivoluzione promessa da Orlando in campagna elettorale? O i suoi consiglieri e assessori non sanno che sono qui per cambiare il sistema? Questa maggioranza ha un’occasione storica che stanno sprecando e alcuni assessori sono riusciti perfino a farmi rimpiangere qualche loro collega dell’epoca Cammarata”.