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Dopo quattro anni di restauri

Rinasce il plesso del convento
di Sant'Antonino


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Si è svolta questa mattina la cerimonia inaugurale del complesso di Sant’Antonino, sede del Centro linguistico di Ateneo. Ad alternarsi al microfono,il rettore Roberto Lagalla e il presidente del Centro Linguistico di Ateneo, Patrizia Ardizzone. Atteso Rosario Crocetta, ma il neo presidente della Regione Siciliana dà forfait.

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PALERMO – Dopo quattro anni di restauri è stato inaugurato, questa mattina, il convento di Sant’Antonino. Acquisito dall’Ateneo palermitano nel 2004, adesso, il complesso monumentale, a due passi dalla stazione centrale, torna a vivere come Centro linguistico d’Ateneo. Ad intervenire all'evento ed alternarsi al microfono, Roberto Lagalla, rettore dell'Università degli Studi di Palermo e Patrizia Ardizzone, presidente del Centro Linguistico di Ateneo.

Atteso con entusiasmo dai presenti, accorsi numerosi all'evento, il presidente della Regione Siciliana, Rosario Crocetta, che avrebbe dovuto presenziare l'intera cerimonia inaugurale. Dopo un'ora di attesa, però, il presidente dà forfait. Ad intervenire al suo posto e tagliare il nastro, due membri della giunta regionale targata Crocetta. L'assessore agli enti locali, Patrizia Valenti e l'assessore alla Formazione, Nelli Scilabra.

“L'inaugurazione dei primi due lotti del complesso architettonico di Sant'Antonino è un importante passo in avanti della logistica universitaria che accoglierà qui il centro di lingue straniere e la scuola di italiano per stranieri - ha commentato Roberto Lagalla, rettore dell'Università degli Studi di Palermo - Rappresenterà un nuovo polmone culturale nel centro della città in contiguità con gli altri insediamenti universitari, migliorando i servizi agli studenti e qualificando soprattutto il processo di internazionalizzazione che l'Ateneo in questi anni sta portando avanti”.

Il complesso, costituito dalla chiesa di Sant'Antonino e dall’ex convento, custodisce quattro secoli di storia della città. Nato nel 1.600 per ospitare i frati minori di Sant’Antonino, venne trasformato nel Novecento in caserma dell’esercito. All’esterno si può ammirare un grande cortile quadrato circondato da un porticato con alte colonne in pietra e all’interno saloni con volte a crociera. Conservato, inoltre, all'interno del plesso un grande mulino in legno massiccio, importante reperto di archeologia industriale.