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Costi della politica, Ardizzone:
avanti tutta coi tagli


"Non sarà il rinvio di ventiquattr'ore a ritardare il percorso del Assemblea in vista dell'approvazione del bilancio", assicura il presidente. Che intende dare seguito in tempi stretti al decreto Monti

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Giovanni Ardizzone, presidente dell'Ars
PALERMO - "Non sarà il rinvio di ventiquattr'ore a ritardare il percorso del Assemblea in vista dell'approvazione del bilancio". Ad affermarlo è il presidente dell'Ars, Giovanni Ardizzone. "Una richiesta tanto garbata, come quella di Cracolici, non poteva non essere accolta. Avrei potuto lavarmene le mani, facendo votare l'Assemblea, ma ho preferito prendere una scelta di questo tipo, dal momento che non ritarda il percorso dell'aula". In effetti la data importante è quella del 24 dicembre, quando il presidente Crocetta presenzierà in aula, esponendo le priorità degli interventi del governo.
E sul tavolo innanzi tutto ci sarà la questione dei lavoratori Ato e dei precari. Dal 27 al 31 invece si correrà a più non posso per poter arrivare all'approvazione del bilancio entro la fine del 2012. "Nella giornata di domani i provvedimenti su Ato e precari verranno esitati dalla giunta - sostiene Ardizzone -, e in giornata la quinta commissione li discuterà". A patto che le commissioni domani possano comporsi, senza che nascano strappi irrecuperabili.

Particolarmente ottimista dunque Giovanni Ardizzone. "Rinviando la seduta non credo di aver fatto forzature, bensì di esser andato incontro alle esigenze della principale forza dell'Ars. Sono convinto che domani le Commissioni potranno insediarsi". A far da grillo parlante al presidente dell'Assemblea è stata durante la seduta Bernadette Grasso (Grande sud), che ha chiesto tempi e modalità del taglio delle indennità del Consiglio di Presidenza. La parlamentare e sindaco di Caprileone ha ribadito inoltre l'esigenza dell'abolizione di incarichi e consulenze esterne. "Renderemo applicativo il decreto Monti - replica Ardizzone -, stiamo già lavorando per questo e gli uffici si stanno dando da fare. Esiste già un collegamento con altri Consigli regionali per operare in sinergia. Tutto è definito in modo abbastanza rigido. Il risparmio ci dovrà essere e ci sarà". Alle domande dei cronisti su eventuali problemi con il personale stabilizzato, il presidente risponde in modo perentorio: "Nessun problema può esserci, perché il personale stabilizzato ha rapporto con i gruppi parlamentari e non con l'Assemblea Regionale Siciliana".

Sui tempi effettivi dell'applicazione del decreto legge, approvato dal governo Monti, i primi di dicembre però non ci sono certezze. "Stiamo cercando di comprendere quali possano essere di preciso. Non è chiaro se la Regione Sicilia debba fare un passaggio legislativo entro 90 o 180 giorni. Certo è comunque che lo farà. Laddove si può tagliare, taglieremo".