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IL PRESIDENTE OBAMA

"Dobbiamo dire basta
a queste tragedie"


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Il presidente Obama, presente a Newton per la veglia funebre, ha voluto lanciare un forte segnale contro la diffusione delle armi da fuoco in tutto il territorio degli Stati Uniti. Se vogliamo essere onesti con noi stessi, allora la risposta è no. Non siamo in grado di offrire questo ai nostri figli.

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NEWTOWN - Verranno celebrati oggi i primi funerali delle vittime della strage di venerdì scorso. Il presidente Barack Obama ha preso parte insieme ad amici, aprenti e concittadini alla veglia funebre, in memoria dei bambibni caduti. Il presidente Obama ha dichiarato a gran voce "Dobbiamo cambiare", non pronunciando mai, durante tutto il suo discorso, la parola arma.

Il presidente Obama ha letto con grandissima commozione, uno per volta, i nomi dei venti bambini massacrati da Adam Lanza. "Charlotte, Daniel, Olivia, Josephine, Ana, Dylan, Madeline, Catherine, Chase, Jesse, James, Grace, Emilie, Jack, Noah, Caroline, Jessica, Benjamin, Avielle, Allison: Dio li ha richiamati a casa", così ha concluso il triste elenco il presidente degli Stati Unidi d'America.

"Hanno risposto come tutti noi auspichiamo di rispondere in circostanze cosi' terrificanti, con coraggio e con amore, offrendo le proprie vite per proteggere i bambini affidati loro", con queste parole il presidente Obama ha voluto ricordare i maestri e gli impiegati che hanno tentato di salvare i bambini: "Dawn Hocksprung e Mary Sherlach, Vicki Soto, Lauren Russeau, Rachel Davino e Anne Marie Murphy".

Con questa, il numero di volte in cui Obama ha partecipato ad una veglia funebre dopo una strage il numero sale a quattro. Il Secondo Emendamento, che sancisce il diritto dei cittadini americani di possedere armi da fuoco, continua a mietere vittime innocenti e per il presidente Obama questo è inaccettabile.

"Non possiamo più accettare simili tragedie come se fossero un'abitudine. Noi, in quanto nazione, ci troviamo - sottolinea con forza il presidente - davanti ad alcune domande, rispondere alle quali e' difficile. Tragedie del genere debbono finire, e affinché finiscano". Continua Obama mettendo in luce quali siano le responsabilità oggettiva di un'intera nazione di fronte a queste tragedie:  "Noi dobbiamo cambiare. Siamo in grado di affermare che stiamo davvero facendo abbastanza per offrire ai bambini di questo Paese la possibilità di vivere la loro vita felicemente, e con uno scopo?", si e' chiesto in tono amaro. In conclusione Barack Obama ha anche voluto rispondere a questa sua stessa domanda: "Se vogliamo essere onesti con noi stessi, allora la risposta è no. Non siamo in grado di offrire questo ai nostri figli.