Live Sicilia

giardino inglese

Il Comune "sfratta" gli atleti
Caramazza: "Grave errore"


Il Comune toglie il pattinodromo del Giardino Inglese alla Sporting Centre Mediterraneo, facendo infuriare club e atleti. Il presidente del Coni e consulente di Orlando, Caramazza, attacca: "Hanno sbagliato, non mi hanno consultato". Lapiana risponde: "Poteva evitarsela".

VOTA
1.8/5
6 voti

caramazza, d'azzò, giardino inglese, lapiana, Sporting Centre Mediterraneo, Palermo
PALERMO - “Il comune di Palermo si deve solo vergognare”. E’ amareggiato Ugo D’Azzò, per non dire arrabbiato, e non da ora. A fine novembre, infatti, Palazzo delle Aquile ha deciso di utilizzare l’unico pattinodromo cittadino, al Giardino Inglese, per la creazione temporanea di una pista di pattinaggio su ghiaccio affidata a privati fino a marzo per la manifestazione “Palermo on ice”.

Peccato, però, che quel pattinodromo fosse l’unico posto in cui il club di D’Azzò, lo Sporting Centre Mediterraneo, potesse allenarsi in vista dei campionati italiani di pattinaggio su rotelle, di cui sono vicecampioni da tre anni consecutivi . “Da un giorno all’altro ci siamo ritrovati senza più una struttura adeguata in cui allenarci – si sfoga D’Azzò, che è anche vicepresidente della federazione sportiva regionale – senza che ci venisse comunicato nulla. Abbiamo visto spuntare gru e operai, non ci hanno nemmeno avvisato malgrado ci avessero autorizzato a usare la struttura fino al prossimo giugno”.

Una scelta, quella dell’amministrazione comunale, che ha profondamente contrariato il presidente del club e gli atleti, che in alcuni casi sono dei bambini visto che l’età va dai cinque ai trent’anni. “Noi rappresentiamo un’eccellenza dello sport locale – dice D’Azzò – esistiamo dal 1994, abbiamo vinto titoli su titoli, siamo un fiore all’occhiello di una città che non ci merita. E le alternative proposte dal Comune non sono adeguate”.

Gli uffici di piazza Pretoria, in un primo momento, avevano individuato la palestra della scuola Abba Alighieri ma, al momento di stipulare l’accordo, salta tutto per alcuni problemi strutturali che non consentivano gli allenamenti. “La cosa incredibile è che il Comune mi ha fatto spendere tempo e soldi per procurarmi tutte le autorizzazioni necessarie – continua D’Azzò – e poi vengo a scoprire che non si poteva utilizzare il locale. Nel frattempo ho perso il 40 per cento degli atleti, visto che il PalaUditore e il PalaOreto sono già occupati dalla pallavolo e dal basket. Oggi siamo costretti a dividerci tra la palestra della Falcone e quella della piscina comunale, con enormi disagi perché non sono strutture adeguate al pattinaggio. Stiamo già rinunciando a una manifestazione per il Natale e anche a gennaio non parteciperemo ai campionati di pattinaggio spettacolo, siamo stati cancellati dalla faccia dello sport”.

Dal Comune, però, nessuna risposta. A parlare, invece, è il presidente del Coni provinciale e reggente di quello regionale, Giovanni Caramazza, che però è anche consulente a titolo gratuito dell’amministrazione Orlando proprio per lo sport. E Caramazza non le manda a dire. "Il Comune ha sbagliato a sfrattarli – dice il presidente - ho visto in altre città bellissime piste di pattinaggio nelle piazze o nei parcheggi. Sistemare la pista in un impianto funzionante è sbagliato, sarebbe come mettere il circo equestre al Renzo Barbera facendo giocare il Palermo altrove. Ho contestato questa decisione, sono in imbarazzo. Ma nessuno mi ha contattato o chiesto un parere. La soluzione della scuola Alighieri è sfumata, sono solidale con i ragazzi e la società". Una dichiarazione a cui il vicesindaco e assessore allo Sport, Cesare Lapiana, replica seccamente: “E’ una riflessione personale che avrebbe potuto evitare”.

“Noi bruceremo le nostre divise per protesta – annuncia D’Azzò – Palermo non merita niente. Questo è uno sport che si fa rimettendoci tempo, energie e denaro, non ci sono sponsor, e le campionesse che abbiamo, come Sveva Capone, le mandiamo a Bologna visto che qui non hanno futuro”.