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Dal Guatemala

Ingroia: "Non ho ancora deciso
Potrei anche non candidarmi"


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L'ex procuratore aggiunto di Palermo Antonio Ingroia in un colloquio col Corriere della Sera: "Il mio impegno nella vita politica nazionale potrebbe tranquillamente continuare da qui, non c'é alcun bisogno che mi candidi".

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ROMA - "Non mi credete ma è così, non ho ancora deciso se candidarmi". Lo afferma l'ex procuratore aggiunto di Palermo Antonio Ingroia in un colloquio col Corriere della Sera. "Non capisco. Tutti questi argomenti sulla opportunità o meno per un magistrato di partecipare alla politica francamente mi lasciano allibito - spiega. - I danni di vent'anni di berlusconismo, purtroppo, sono anche questo. Sento persone lontane mille miglia da lui che ragionano con la sua testa. E' drammatico". "La 'non opportunita'' secondo me è una eresia. Fino a pochi decenni fa era impensabile soltanto che qualcuno mettesse in dubbio il diritto di un magistrato di candidarsi.

Abbiamo avuto persino un presidente della Repubblica, Scalfaro, che veniva dalla magistratura. Solo questo dimostra quanto la polemica sia strumentale". "In questa partita a scacchi che è diventata la politica italiana, Berlusconi voleva fare il furbo, impostare una campagna elettorale di opposizione per alcuni mesi - afferma Ingroia. - Monti per ripicca si è dimesso. Alla fine il giochino li ha danneggiati entrambi, perché ha accorciato i tempi per tutti. Per questo i due non sono pronti alle elezioni". 'Come lei?', è la domanda. "Esatto, come me". "Ho tenuto dei fili" con l'Italia, sottolinea, "il mio impegno nella vita politica nazionale potrebbe tranquillamente continuare da qui, non c'é alcun bisogno che mi candidi".