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Lo ha deciso la giunta di governo

Cicero è commissario dell'Irsap


La scelta di Raffaele Lombardo di preferire Luciana Giammanco all'ex segretario particolare di Venturi fu una delle cause del polemico abbandono della giunta da parte del rappresentante di Confindustria.

 

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Il nuovo commissario del'Irsap Alfonso Cicero
PALERMO - È stato per diversi mesi uno dei motivi di scontro tra l'ex assessore alle Attività produttive Marco Venturi e l'ex governatore Raffaele Lombardo. Fino allo “strappo”, e alle dimissioni del rappresentante in giunta di Confindustria. Dopo la polemica “fumata nera” di quest'estate, però, Alfonso Cicero, nella seduta di giunta di ieri è stato infine nominato commissario dell'Irsap, l'istituto fortemente voluto proprio da Venturi, e nato per “inglobare” le 11 Asi siciliane.

Fino a pochi giorni fa, invece, a guidare l'Irsap era la dirigente Luciana Giammanco, scelta da Lombardo, al posto proprio di Cicero, scatenando una furiosa polemica. Venturi infatti aveva “bollato” come illegittima la nomina della Giammanco. Proponendo anche un ricorso al Tar. Ma i giudici hanno emesso sentenza quando la Giammanco aveva già deciso di fare “un passo indietro”, “Per rispetto – ha detto la dirigente – nei confronti del nuovo presidente della Regione Crocetta, che deve essere libero di individuare un commissario”. Il Tar, quindi, non si è espresso sulla legittimità della nomina di Luciana Giammanco, ma aveva ritenuto nulla quella del dirigente generale dell'Irsap, Salvatore Pirrone, perché giunta oltre il limite temporale fissato dalla cosiddetta legge “blocca-nomine”.

Ma oltre a una questione “temporale”, secondo Venturi la nomina della Giammanco, al posto di Cicero, era da considerare sbagliata anche per altri motivi. In quei giorni, infatti, Venturi, che ha deciso persino di portare le carte in Procura, faceva riferimento a una serie di contenziosi avanzati dai consorzi Asi guidati da Cicero (ne guidava tre, prima che nascesse l'Irsap), nei confronti di imprese “sospette”. "I contenziosi in corso, per via dell'illegittimità della rappresentanza legale dell'Irsap, - diceva Venturi - subirebbero subito un colpo mortale a danno dell'interesse pubblico compresi quelli dell'Asi di Agrigento. Contenziosi già sorti e che sorgeranno per le aziende in odore di mafia e per quelle colluse per le quali l'ex commissario Alfonso Cicero aveva proceduto alla revoca dei lotti e degli appalti".

Ma secondo la giunta Lombardo, Cicero non avrebbe avuto i reuisiti per ricoprire il ruolo di Commissario. Dichiarazioni che scatenarono anche la reazione dello stesso Cicero: “Ho dato mandato legale – diceva ad ottobre - per querelare il presidente della regione Raffaele Lombardo e l'assessore regionale all'Economia Gaetano Armao, per avere ripetutamente dichiarato a mezzo stampa che non avevo i requisiti per la nomina a presidente dell'Irsap". Per il nuovo governatore Crocetta, e per l'assessore alle Attività produttive Linda Vancheri (anche lei proveniente da Confindustria ed ex consulente di Venturi) Cicero dispone di tutti i requisiti. Dopo mesi di “battaglie”, l'Irsap è nelle sue mani.