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Messineo e la fuga di notizie
Istruttoria del ministero e del pg


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Il procuratore di Palermo, Francesco Messineo

Il ministro della Giustizia, Paola Severino, e il procuratore generale della Cassazione avvieranno un'istruttoria sulla vicenda che coinvolge il procuratore di Palermo. Si tratta di una normale procedura che segue la comunicazione di un'indagine su un magistrato. La Procura di Caltanissetta, intanto, ha ascoltato due giornalisti nell'ambito dell'inchiesta sulla fuga di notizie. Messineo è procuratore di Palermo dal 2006.

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PALERMO - PALERMO, 20 DIC - La comunicazione dell'inchiesta è arrivata oggi sul tavolo del ministro della Giustizia Paola Severino: a inviarla è stata la Procura di Caltanissetta che ha formalmente fatto sapere al Guardasigilli che sta indagando per rivelazione di notizie segrete sul procuratore di Palermo Francesco Messineo. Due giorni fa il Comitato di presidenza del Consiglio superiore della magistratura aveva trasmesso alla prima commissione, competente sui trasferimenti d'ufficio, gli atti dell'indagine. Un quadro pesantissimo che potrebbe costringere il capo dei pm del capoluogo siciliano a difendersi su due fronti: quello penale e quello disciplinare. Il ministro, che insieme al pg, è titolare dell'azione disciplinare, darà incarico agli ispettori di accertare come stanno le cose. All'esito dell'istruttoria decidera" il da farsi.

Sessantasei anni, dal 2006 a capo di uno degli uffici giudiziari più esposti d'Italia, Messineo è finito nell'occhio del ciclone per una telefonata. La vicenda risale a giugno scorso, quando l'allora direttore generale di Banca Nuova, Francesco Maiolini, gli telefona chiedendogli spiegazioni su un avviso di identificazione su un'indagine in corso che gli è stato appena notificato e su decine di avvisi di garanzia ricevuti da funzionari del suo istituto di credito. L'inchiesta riguardava un'ipotesi di usura bancaria. Il telefono del manager é sotto controllo, ma per un'altra indagine per riciclaggio aggravato, coordinata dall'allora aggiunto Antonio Ingroia. La conversazione tra i due viene intercettata. Ma Ingroia non fa cenno al suo capo né del fatto che sta "ascoltando" uno degli uomini più potenti della Sicilia, né della chiamata registrata. Dopo la telefonata Messineo e Maiolini si incontrano.

Successivamente l'ex manager, sempre ignorando di essere intercettato, telefona al legale della sede centrale dell'istituto di credito mostrando di essere a conoscenza di particolari precisi sull'inchiesta di usura. Chi ha svelato a Maiolini notizie riservate tanto precise? Su questo indagano i pm di Caltanissetta ai quali solo a novembre, cinque mesi dopo la telefonata, Ingroia, prima di partire per il Guatemala per un incarico all'Onu, ha mandato le carte.

La Procura nissena ha sentito nelle scorse settimane i sostituti palermitani che coordinano l'indagine sull'usura: a uno di loro in particolare Messineo aveva chiesto lumi prima di parlare con Maiolini. E venerdi" ha interrogato per 5 ore il capo dei pm di Palermo che ha ribadito la correttezza del suo operato non solo ai magistrati di Caltanissetta, ma anche ai suoi sostituti nel corso di una rovente assemblea. "Mai commesso illeciti", ha detto, annunciando però di avere revocato la domanda per l'incarico di procuratore generale.

Intanto, nell'ambito dell'indagine che coinvolge Messineo, il procuratore aggiunto di Caltanissetta Domenico Gozzo e i sostituti Elena Caruso e Donatella Pianezzi, hanno interrogato, come persone informate sui fatti, questo pomeriggio, la cronista dell'Ansa Lara Sirignano e il giornalista di Repubblica Salvo Palazzolo.