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CENTRO EDUCATIVO PADRE ANNIBALE

“Niente stipendio,
lavoriamo per i nostri ragazzi”


Gli operatori del Centro diurno per sordi di via Castellana non percepiscono lo stipendio da settembre, ma i ragazzi assistiti hanno bisogno di aiuto, divertimento e svago e loro non si tirano indietro: “Continuiamo a dare il massimo per loro, ma così non si può andare avanti. Siamo piccoli eroi anche noi”.

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, Palermo
PALERMO – “Lavorare senza stipendio sta diventando impossibile, ma noi continuiamo a dare il massimo per i nostri ragazzi. Siamo dei piccoli eroi anche noi”, con queste parole Angelo Barranca della Uil e Alessandro Martorana della Cisal, vogliono infondere speranza ai loro colleghi, tutti dipendenti del centro diurno per sordi Padre Annibale. Il centro è in via Castellana e tutti i 34 dipendenti non percepiscono lo stipendio da settembre, ultimo mese in cui hanno ricevuto la busta paga.

Ma le difficoltà non hanno fermato il lavoro prezioso che queste persone svolgono ogni giorno con i ragazzi audiolesi del centro Padre Annibale: sono 100 i giovanissimi assistiti da questi operatori, che si trovano adesso senza uno stipendio con cui poter vivere. Il centro Padre Annibale riceve un accredito dalla provincia di Palermo ed è inserito all'interno di un protocollo d'intesa con l'Ufficio scolastico della Regione siciliana. I 34 operatori ogni giorno svolgono insieme ai piccoli attività ricreative ed extrascolastiche, oltre ad occuparsi del trasporto da scuola al centro e dal centro a casa. Eppure l'azienda, gestita dai Padri Rogazionisti, sembra essere a corto di soldi: da qui i mesi di attività non retribuiti.

“Il nostro appello non è un tentativo di polemica con l'azienda - spiega Angelo Barranca a Livesicilia - Ci hanno detto che non hanno soldi nelle casse e noi ci crediamo. Ma riteniamo anche che lavorare in queste condizioni sta diventando impossibile: non ci sono soltanto i mutui, l'Imu e le altre tasse da pagare, sono anche le piccole cose che non possiamo più permetterci a rendere il tutto, se possibile, ancora più pensante”. Nonostante tutto il suo pensiero va ai ragazzi con cui lavora: “Il Natale si avvicina sia per noi sia per i ragazzi: non molleremmo mai in questo momento, e non molleremo mai per loro. Noi abbiamo i nostri problemi, è vero – oltre agli stipendi non sono arrivate neanche le tredicesime – ma cerchiamo di dare il massimo per loro ogni giorno. È per questo che vogliamo appoggiare i nostri colleghi, piccoli eroi”.

Dopo ripetuti tentativi di contattare l'azienda per chiedere chiarimenti sul futuro di questi lavoratori, non abbiamo ricevuto ancora una risposta.