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LA PRESENTAZIONE DEL LIBRO

Renzo Barbera, vita in rosanero
Le gesta del 'presidentissimo'



“Renzo Barbera una vita un'epoca” è il titolo del volume, scritto da Roberto Gueli e Paolo Vannini, presentato allo Steri di Palermo. Il libro, edito da Zerotre, pubblicato nel decimo anniversario della morte, è un omaggio all'uomo che dal 1970 al 1980 guidò il club rosanero.

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PALERMO - “Renzo Barbera una vita un'epoca” questo il titolo del libro  omaggio alla persona del 'presidentissimo' Renzo Barbera, ma anche alla sua famiglia scritto dai giornalisti palermitani Roberto Gueli e Paolo Vannini ed edito da Zerotre. Allo Steri la presentazione al pubblico da parte dei figli Giuseppe e Ialù e della nipote Lorenzo, che hanno collaborato fornendo fotografie, aneddoti e ricordi del “Gattopardissimo”.

“Questo libro pubblicato nel decimo anniversario della morte, vuole essere un omaggio a Renzo in quanto uomo e in quanto amico - afferma Roberto Gueli – Renzo non è soltanto il gattopardissimo, ma è anche l'uomo del popolo, non soltanto il rosanero ma anche il presidente che ha dato tanto alla città di Palermo”.

“Non deve essere un libro nostalgico ma deve fare sorridere - dichiara invece Vannini – a 10 anni dalla sua morte quest'uomo è ancora nelle menti di tutti e ha uno stadio che porta il suo nome”.

Il rettore dell'Università di Palermo, presente allo Steri, si dichiara felice di aver ospitato all'interno della sede del rettorato questa ricorrenza: “Noi ricordiamo il merito e il valore di quest'uomo. Sono elementi fondanti della comunità universitaria – ha affermato durante il proprio discorso – io ho guardato a Renzo sempre come esempio e mai con invidia. L'esempio dei migliori spinge i giovani alla metabolizzazione proficua di questi stessi esempi. E Renzo Barbera è stato un esempio per questa città a tal punto che a pochi mesi dalla sua scomparsa la città di Palermo sentiva il bisogno di dedicargli qualcosa. Anche se ho letto il libro a tratti ho carpito da esso la signorilità e il suo impegno anche attraverso le numerose fotografie”.

Molto emozionati i figli, che nel ricordo del padre e del fratello Ferruccio non trattengono la commozione: “Il libro sarebbe stato più bello se ci fosse stato Ferruccio - afferma Giuseppe - papà ci ha insegnato a comprendere l'importantza degli affetti familiari e del valore dell'amicizia e qui sta sera vedo molti amici di papà e di Ferruccio. Sentirmi parlare di sport farebbe ridere mio fratello Ferruccio – continua – papà ha espresso il suo amore per Palermo in molti modi e il calcio è stato il modo in cui l'ha espresso più chiaramente”.

Si è lasciato prendere dall'emozione anche Lorenzo Barbera, figlio di Ferruccio. “Leggendo il libro ho pianto molto, mi sono tornati alla mente tanti ricordi. Sono onorato di portare il nome di mio nonno, per me è sempre stato un punto di riferimento”. Non poteva mancare alla presentazione il tecnico rosanero, Gian Piero Gasperini: “Con Barbera ho firmato il primo contratto da professionista nel calcio e non volevano farmelo fare con lui perchè dicevano che era troppo generoso”.

Anche gli scrittori del libro hanno ricordato Renzo e Ferruccio: “Tre giorni prima che Renzo ci lasciasse mi ha chiamato e siamo stati insieme. Dopo la sua morte è nata quest'idea insieme a Ferruccio, che si è concretizzata quest'anno a 10 anni dalla morte. Il libro racconta le emozioni di Renzo – afferma Gueli –. La foto più bella? Quella di Renzo accovacciato vicino ad una radio mentre ascoltava la radiocronaca del suo Palermo, anche se all'epoca dello scatto, non era più presidente”.

Vannini invece, racconta l'emozione che ha provato durante la stesura del libro: “Le foto che ci sono in questo libro non devono contagiare nostalgia ma devono portarci a credere nel futuro e credere in Palermo. Il capitolo a cui sono più affezionato non è quello che riguarda il calcio, ma è quello che racconta Villa Barbera”.

Infine a chiudere la manifestazione è stato il sindaco di Palermo. “Il senso di questo libro non è ricordare Renzo Barbera, ma è chiederci come si può attualizzare la sue esperienza. Sarebbe bello farlo cittadino onorario di Palermo. Sarebbe un modo per continuare ad averlo tra noi”.