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Il presidente del Parlamento

Ardizzone: "Tagli ai costi
Nessun caso Fiorito"


Il presidente annuncia l'intenzione di ridurre del 15 per cento i costi di funzionamento dell'Assemblea e di recepire il decreto Monti: Saranno ridotti anche i contributi alla Fondazione Federico II

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Giovanni Ardizzone
PALERMO - Definisce un consuntivo, che assume i contorni di un impianto programmatico per la legislatura appena iniziata, il presidente dell'Ars Giovanni Ardizzone davanti ai cronisti in occasione degli auguri scambiati con la stampa a Palazzo dei Normanni. L'esponente dell'Udc fa ordine fra le istanze a lui più care, mettendo l'accento sull'intenzione di ridurre ulteriormente i costi della macchina organizzativa dell'Ars del 15 per cento, "anche se questo significa un carico maggiore di lavoro per l'attuale personale". E' un Ardizzone con le idee chiare quello che stila il proprio decalogo con un pizzico di orgoglio: "Siamo avviati verso una nuova epoca per tutte le istituzioni e la politica".

Ardizzone precisa a proposito della questione morale: "Escludo un caso Fiorito nel nostro Parlamento. Se parliamo di sprechi che possono essersi stati come i costi eccessivi di alcuni collaboratori di gruppi parlamentari anch'io mi indigno come tutti i siciliani".

La discussione in merito ai tempi dell'applicazione del decreto Monti potrebbe portare ad un pantano pericoloso, così Ardizzone afferra la questione alla radice: "Non c'è il termine del 23 dicembre per recepirlo, anzi si potrebbe prendere tempo anche per i prossimi cinque anni.  - sostiene - Questo però non ci esime dall'avviare un riassetto complessivo, lo applicheremo passo dopo passo, senza cambiare una virgola".

Il presidente dell'Ars parla della Fondazione Federico II, che nell'ultimo anno ha incassato 1,6 milioni di euro grazie ai biglietti della Cappella Palatina. Annuncia però un taglio del 50 per cento dei contributi dati dall'Assemblea alla fondazione: "Si passerà da 600 mila a 300 mila euro. Ho in mente però di vagliare bene la situazione, perché se è vero che bisogna fare dei tagli, è anche vero che non dobbiamo tagliare sulla cultura". Un altro tema caldo è quello della tabella H, su cui Ardizzone ha le idee chiare: "Esiste una legge che impone l'obbligo di controllare l'attività delle associazioni che beneficiano dei finanziamenti. Non mi sento di affermare che vadano tagliati indiscriminatamente tutti i contributi. Ci sono attività che li meritano".

Lo sguardo verso le attività della maggioranza è vigile da parte del deputato messinese. "Questa sarà una legislatura frizzante e divertente - afferma -. In aula non c'è una maggioranza ma tre minoranze. Andranno votati i provvedimenti singolarmente. Dobbiamo metterci in testa che sussistono una serie di emergenze da trattare con assoluta priorità. Siamo in un'epoca nuova". Fra le emergenze Ardizzone individua il rischio default degli enti locali, intravedendo lo spettro di un effetto domino da scongiurare. E intanto mette sull'attenti il governo: "I disegni di legge andranno accompagnati da relazioni tecniche, che illustrino i dettagli i costi degli stessi. Si tratta di una prassi fondamentale se si vuole aspirare ad una legislatura di qualità". C'è pure un avviso in merito alla finanziaria: "Deve servire solo copertura, non si pensi poterla usare come legge omnibus". Intanto, la proroga dei contratti dei precari della Regione e le norme sugli Ato rifiuti e idrici sono al vaglio delle commissioni di merito dell'Ars.

In vista del Natale prende forma un'iniziativa che mette assieme legalità e solidarietà, per mezzo dell'associazione Libera. "Abbiamo dato un contributo in beni di prima necessità a tre enti di solidarietà delle principali città siciliane con una serie di prodotti forniti dall'associazione Libera. Si tratta di un contributo di 7.500 euro per ogni destinario". Gli enti destinatari del contributo sono il Banco alimentare di Catania, l'Istituto Antoniano di Messina e la Missione speranza e carità di Palermo. Fra i provvedimenti più imminenti Ardizzone infine aggiunge iniziative volte a rendere più semplice l'accesso a Palazzo Reale per i cronisti, oltre a garantire una maggiore trasparenza degli atti approvati dal consiglio di presidenza e dalle singole commissioni.