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Intervista al segretario Cisl

Bernava: "A Crocetta serve
l'intesa con le parti sociali"


Il segretario della Cisl, dopo l'incontro con l'assessore all'Economia Bianchi: "Il quadro è critico. Serve un piano triennale da concordare con sindacati e imprenditori per salvare il governo dal Vietnam dell'Ars. I precari? Non si può imporre ai privati di assumerli"

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bernava, bilancio, cisl, Economia, Politica
Maurizio Bernava, segretario Cisl
PALERMO – Il segretario regionale della Cisl Maurizio Bernava fa il punto della situazione dopo aver incontrato l'assessore all'economia, Luca Bianchi. Il principale rappresentante del sindacato è soddisfatto dell'approccio, ma non manca di sottolineare quelli che ritiene debbano essere i successivi passi del governo Crocetta.

Sono positivi dunque i primi segnali giunti dall'assessore all'economia?
“Bianchi si è presentato in modo nuovo rispetto ai suoi predecessori, disegnando con onestà un quadro critico per oggi e per il futuro più prossimo. Il confronto ha portato all'esigenza di concordare la programmazione economica assieme alle forze sociali. Al netto del formalismo i sindacati e le associazioni di categoria si sono dimostrate tutte d'accordo”.

Su quali basi andrà dunque programmata l'azione di governo?
“Riteniamo che nei prossimi giorni vadano messi i paletti su di una strategia triennale. Innanzi tutto è giusto porre l'accento sul risanamento del debito, seguendo le linee guida del decreto Monti. Il fatto nuovo è che anche il settore pubblico sta vivendo una crisi. Bisogna poi coordinare la politica degli incentivi e la strategia progettuale per avere un piano industriale siciliano”.

Il piano industriale siciliano deve guardare verso quali obiettivi?
“Certamente deve sapere attrarre risorse esterne. Per produrre ricchezza bisogna produrre maggiori entrate, tramite l'impresa. Non possiamo più vivere di trasferimenti oppure creare debiti bruciando risorse. Ci vogliono scelte che orientino verso questo obiettivo, pensiamo ad una spesa pubblica capace di mettere in moto l'economia e che non sia fine a se stessa. Tutto questo va fatto subito”.

Dunque l'assessore Bianchi si farà portavoce presso il presidente Crocetta delle vostre richieste.
“È quello che gli abbiamo chiesto. L'augurio è che Crocetta si presenti all'Ars con un provvedimento concordato assieme alle parti sociali. Se non lo fa rischia di commettere gli errori dei suoi predecessori, incappando il quello che chiamo il 'Vietnam dell'Ars', ovvero di essere falcidiato dagli interessi politici particolari. L'accordo con le parti sociali è forse più importante dell'approvazione stessa del bilancio”.

Possiamo dire che non si fida ciecamente dei partiti...
“In Sicilia più che nel resto del paese abbiamo una classe dirigente e politica che non è adeguata, anche perché si è formata in un contesto in cui l'economia si plasmava sulla crescita della spesa pubblica. La crisi oggi impone una trasformazione, e noi ancora non la vediamo”.

 Questa “rivoluzione” è già iniziata?
“Non bastano singoli segnali di discontinuità. Ci vuole la consapevolezza di fare qualcosa di diverso. Bisogna trovare un punto di sintesi che permetta di limitare la crisi e orientare le risorse. Abbiamo usato anche toni di sollecitazione critica, ma noi come Cisl siamo pronti a dare un contributo propositivo. Oggi chiediamo di costruire al netto delle emergenze, che chiaramente ci sono ma non devono travolgerci. Giusto gestire le crisi, ma è necessario andare oltre. Il programma ed il dpef siano orientati su questo in un clima di cooperazione”.

 I primi provvedimenti di giunta su precari e Ato rifiuti intanto tamponano l'emergenza.
“Ritengo non si possa imporre al privato di assumere precari, le cui professionalità non sempre aderiscono alle esigenze delle aziende. Apprezzo il principio dichiarato da Crocetta e Bianchi, che affermano chiaramente come non basta la legge per stabilizzare i precari perché il quadro economico è difficile”.

Qual è la posizione della Cisl in merito alla scottante questione della formazione professionale?
“C'è da coniugare aspetti etici e controllo della spesa. Io stesso ho proposto un documento unico che esamini la situazione e ipotizzi soluzioni, che in parte è già scritto. Passiamo dalla demagogia alle risposte concrete. L'errore più grave che ha fatto Albert, e che va evitato, è quello di non aver fissato in modo rigoroso i criteri di accreditamento degli enti”.