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Il caso

"Da sette mesi senza stipendio,
manca anche la carta"


La difficile situazione del Consorzio Asi di Agrigento, in attesa dell'attuazione della riforma che istituisce l'Istituto regionale per lo sviluppo delle attività produttive. In 34 non ricevono le spettanze da giugno. Giusy Scanio, funzionario direttivo dell’Asi di Agrigento: "Siamo una nave senza nocchiere".

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asi agrigento, Agrigento, Economia
AGRIGENTO -  Un ente sommerso dai debiti e che da sette mesi non paga gli stipendi ai propri dipendenti. E' l'Asi di Agrigento, che vive un momento difficile nel passaggio al nuovo Istituto regionale per lo sviluppo delle attività produttive. Difficoltà che emergono anche dalle parole di Giusy Scanio, funzionario direttivo dell’Asi di Agrigento.

Qual è l’attuale situazione del consorzio?
“L’Asi di Agrigento, al momento, è sommersa dai debiti. Non so come questa situazione sia nata, ma di fatto ci sono più di venti milioni di euro di debiti. C’è un pignoramento in atto per cui gli stipendi sono stati bloccati. Negli uffici non c’è una guida e non abbiamo un dirigente che ci dica cosa fare per cui noi funzionari cerchiamo di portare avanti l’amministrazione giornaliera. Manca persino la carta per le fotocopie, eppure arrivano richieste da deputati che chiedono documenti relativi alle passate gestioni”.

Quanti sono i dipendenti coinvolti e da quanto tempo non percepite gli stipendi?
“Siamo 34 dipendenti. Non percepiamo gli stipendi dal mese di giugno fino ad oggi. Ci siamo rivolti a diverse istituzioni come prefetto, assessorato regionale alle Attività produttive, sindacati e abbiamo cercato di far pervenire le nostre richieste al presidente della Regione, però ad oggi non abbiamo raggiunto nessun obiettivo. Materialmente non ci aspettiamo più niente perché le abbiamo provate tutte. Stiamo aspettando che si sblocchi il pagamento di almeno tre mensilità. Ci hanno detto che ci sono dei mandati firmati dal dirigente generale Pirrone. Sono arrivati alla cassa regionale e sono bloccati la da una quindicina di giorni ormai. Ci dicono che sono bloccati perché la banca non riesce a trovare la liquidità per pagarci tre stipendi su sette. Le precedenti mensilità invece non le riceveremo, almeno per il momento, perché sono bloccate dal pignoramento”.

Voi intanto avete continuato a lavorare seppur in condizioni precarie.
“Siamo sette funzionari direttivi, abbiamo cercato di vestirci da responsabili cercando di mandare avanti l’ordinaria amministrazione: il protocollo, il personale, le richieste di lotti, l’ufficio contabile. Abbiamo cercato di portare avanti tutto ma solo con le nostre forze. Non c’è guida di nessuno".

Come vivete questa condizione nell’ambiente di lavoro?
“Il consorzio in questo momento è paragonabile ad una nave senza nocchiere. La situazione non è affatto semplice perché quando ci sono queste problematiche si creano più dissapori tra colleghi rispetto alla normalità: gli animi sono più esasperati. Stiamo aspettando che venga attuata la legge che istituisce l'Irsap in sostituzione dei consorzi Asi. Stiamo tutti aspettando che venga fatta una pianta organica perché ci sentiamo allo sbaraglio”.

Avete scritto una 'Nota di auguri alle Istituzioni' che lei ha definito "ironica…".
“Noi stiamo solo aspettando che ci venga dato quello che è nostro. Vogliamo vedere questa legge finalmente attuata e speriamo che presto questa situazione venga risolta".