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Ingroia a palermo

"Io politico, ora siamo sulla buona strada
Pronto un nuovo polo di cittadini"


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Dopo la disponibilità a candidarsi "nel nome di Falcone e Borsellino", Antonio Ingroia, a Palermo, aggiunge un altro tassello: "Siamo a buon punto. Atto di servizio lontano dal berlusconismo e dal montismo".

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PALERMO - “Stiamo lavorando giorno e notte. I tempi sono stretti ma posso dire che siamo sulla buona strada”. Antonio Ingroia è seduto su una poltroncina arancione, e chissà se il colore non sia stato scelto a caso. Accanto a lui ci sono i giornalisti Giuseppe Lo Bianco e Sandra Rizza. Davanti, una platea che ha riempito tutta la sala Perreira ai Cantieri Culturali alla Zisa, venuta ad assistere alla presentazione del suo libro dal titolo “Io so”, di chiara citazione pasoiniana. Ma non solo. Perché la strada che percorre il magistrato, oggi funzionario delle Nazioni Unite in Guatemala, è quella che lo sta portando dritto verso la candidatura a premier alle prossime elezioni politiche.

E su quel sì definitivo, che ancora non è arrivato, si è concertata l'attenzione del pubblico. “Sarà per via della mia professione da magistrato, ma voglio essere cauto” ha detto il magistrato. Nel frattempo infatti si dovranno verificare “certe condizioni”: “Occorre - ha detto Ingroia - che la società civile si impegni: non abbiamo bisogno di antipolitica, ma di politica nuova. Abbiamo bisogno di passi avanti della società civile, ma un passo incontro da parte della politica che dovrà farle spazio”.

A Palermo intanto è nata “Terza Primavera”, un'associazione di professionisti e cittadini che raccoglie gli intenti del manifesto firmato ieri da Ingroia “Io ci sto”, di cui è anche firmatario Leoluca Orlando. “E' stato veramente importante oggi incontrarci in un momento di scelte, che saranno certamente le migliori per il futuro del paese” ha detto il sindaco di Palermo aprendo l'incontro. In platea erano presenti anche l'ex candidata di Sel alla presidenza della Regione Giovanna Marano e Renato Costa che dai vendoliani era stato designato come assessore alla Sanità.

I partiti cui si rivolge il magistrato, infatti, sono quelli che “dentro e fuori dal Parlamento in questi anni si sono battuti contro il berlusconismo e il montismo”. E se l'Idv di Antonio Di Pietro, fa già parte di quei partiti che saranno “sintetizzati” nel quarto polo, Ingroia dice di essere aperto al confronto con i democratici, ma anche con il Movimento 5 stelle: “Noi stiamo costruendo quello che definiamo un polo che vuole essere autonomo, ma che può confrontarsi con chi ha dei contenuti comuni. Ho scritto una lettera aperta indirizzata a Bersani, che riguardava il tema della giustizia, ma che fino ad oggi non ha avuto risposta. Non possiamo dimenticare i gravi errori che il Pd ha commesso in passato, a cominciare dalla scelta di sostenere la politica neo liberista del governo Monti, ma possiamo comunque confrontarci sul presente guardando al futuro. Ho lanciato un appello anche nei confronti di Beppe Grillo: ci sono molto differenze sui toni e sulle prospettive, non mi pare che stia facendo una politica di governo, ma anche con lui ho auspicato un confronto”.

Ad alcuni spezzoni del nuovo film di Franco Maresco “Belluscone” si sono alternate le domande al magistrato, che hanno portato anche a compiere un salto al passato delle stragi e della trattativa Stato-mafia di cui Ingroia si è occupato fino a poco tempo fa: "Se si è accertato che funzionari dello Stato - ha detto - hanno commesso gravi violazioni con l'effetto di depistare, mi chiedo cosa sta facendo il ministero dell'Interno sul piano disciplinare e cosa aspetta il Parlamento per aprire una sessione sul depistaggio delle indagini sulla strage di via D'Amelio". Secondo Ingroia "fin quando non si cambia la classe dirigente - ha concluso – che, nonostante mutino le persone è sempre la stessa, nel senso che ha sempre lo stesso rapporto con Cosa nostra, non spezzeremo il legame tra Stato e mafia".

La data in cui il magistrato deciderà se candidarsi per far parte della nuova classe dirigente è fissata “al 28, massimo 29 dicembre”. Il giorno in cui dovrà tornare in Guatemala, ma “forse solo per qualche giorno”.