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ADERISCONO RUSSO E LA MANTIA

Scissione nel Pdl palermitano
Nasce in città 'Fratelli d'Italia'


Scissione nel Pdl palermitano: nasce anche nel capoluogo siciliano Fratelli d'Italia, il nuovo partito di La Russa, Meloni e Crosetto.

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PALERMO - Le Politiche sono ormai imminenti e anche a Palermo si cominciano a sentire i primi effetti della campagna elettorale. Con una nota, infatti, è stata ufficializzata anche nel capoluogo siciliano la nascita di Fratelli d’Italia, il nuovo partito di Ignazio La Russa, Giorgia Meloni e Guido Crosetto. La costola del Pdl, ormai staccatasi dalla casa madre berlusconiana, si presenterà alle prossime elezioni in coalizioni con il partito del Cavaliere ma già si prepara ad accogliere i tanti transfughi che non si riconoscono nell’alleanza con la Lega o nel sostegno al passato governo Monti.

A Palermo, in particolare, aderiscono il dirigente regionale Raoul Russo, già assessore e consigliere comunale, Mauro La Mantia, presidente regionale di Giovane Italia, Davide Gentile, capogruppo all’Ottava circoscrizione presidente provinciale di Giovane Italia, e Gaetano Sciortino, presidente provinciale di Azione Universitaria, e il deputato nazionale e coordinatore cittadino Giampiero Cannella. Un gruppo in gran parte vicino fino a poco tempo fa al sindaco di Roma, Gianni Alemanno, che ha però preferito non aderire. “Da anni critichiamo molte scelte del partito - dichiarano La Mantia e Gentile - da quelle politiche a quelle di organizzazione interna. Nel prendere atto che nel PDL non c’è spazio per meritocrazia e buona politica lasciamo un partito ormai dominato da personaggi impresentabili. Andiamo in Fratelli d’Italia dove non saranno candidati i condannati anche in primo grado, dove si svolgeranno primarie interne per la scelta dei parlamentari e dove avranno spazio le idee di una destra sociale e comunitaria”.

Uno strappo, quello di La Russa, in realtà concordato col Cavaliere proprio per racimolare più voti nelle urne, anche se le parole di Gentile, da sempre critico nei confronti di Micciché, Alfano e Dell’Utri raccontano di una spaccatura profonda e insanabile.

“E’ una scelta difficile non per il partito che lascio, il quale da tempo provoca in me, e credo in tutti gli italiani, solo conati di vomito, ma per alcuni camerati che probabilmente sceglieranno di rimanere nel Pdl o forse prendere altre strade – scrive La Mantia su Facebook - il Pdl in Sicilia è stato segnato dalla presenza di personaggi che hanno distrutto il partito: lo squallidissimo Miccichè, padre padrone di FI, successivamente protagonista della scissione interna; Renato Schifani, personaggio senza alcun radicamento nel territorio (e nessuna capacità politica) innalzato al rango di seconda carica dello Stato (e da quella poltrona ha continuato ad intromettersi nelle vicende del partito in Sicilia contribuendo al suo sfacelo); Angelino Alfano, un semplice e scarso portavoce di Berlusconi scambiato (purtroppo anche da tanti ex An) per leader. Infine il Pdl in Sicilia è stato macchiato da Marcello Dell’Utri il cui eroe è il mafioso Mangano (tralascio le note vicende giudiziarie di Marcellino)”.

Parole durissime, che non sono neanche una gran novità viste le continue bordate che i giovani del Pdl da tempo riservano ai propri dirigenti. Ormai ex. “La crisi del Pdl - dice Raoul Russo - a livello nazionale e regionale è definitiva quanto irreversibile. Un partito oligarchico di cooptati che non è riuscito a costruire un serio percorso di partecipazione e di movimentismo popolare. Questo nuovo soggetto politico è l’unico che oggi propone con chiarezza e concretezza una idea sociale e nazionale per portare il nostro popolo oltre la crisi”.