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Monti: "Le nostre sono state
leggi 'ad nationem'"


Durante il discorso di fine anno il premier dimissionario tira le somme dell'attività del suo governo, pur non risparmiando una stilettata a Berlusconi, accusato di utilizzare promesse di riduzioni di tasse solo per compiacere i gruppi di interesse per acquisire consensi elettorali.

 

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ROMA – Il discorso di fine anno del premier Mario Monti sa di bilancio. Il presidente del consiglio, ormai dimissionario, infatti ha voluto sottolineare i risultati ottenuti dal suo governo in un periodo di profonda crisi, portando fuori il paese dall'emergenza finanziaria e rivalutando l'immagine dell'Italia agli occhi dell'Europa pur senza usare “la strettoia degli aiuti dell'Unione europea e del Fondo Monetario”.

Monti ha inoltre voluto rivolgere un ringraziamento particolare al presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, “prodigo di discreti ed illuminanti consigli”. Il premier non ha tuttavia mancato di commentare lo scenario politico che si è andato delineando negli ultimi mesi e gli attacchi che gli sono stati spesso rivolti. Pur ribadendo che l'azione di governo è stata rispettosa nei confronti di tutti gli schieramenti politici, Monti non ha risparmiato frecciate a Silvio Berlusconi, di cui il premier, ammette di far fatica a seguire la linea di pensiero. “Sarebbe bello – dice Monti – togliere l'Imu, ma così facendo chi verrà a governare, anche solo dopo un anno, sarà costretto a rimetterla raddoppiata. Non bisogna svendere il futuro del Paese solo per farsi rieleggere. Compiacere i gruppi di interesse per acquisire consensi elettorali è la peggiore forma di voto di scambio”. “Credo – continua Monti, che ha ammesso di aver riscontrato forti resistenze nel far approvare leggi come il decreto anti corruzione – che siano meglio le leggi 'ad nationem', di quelle 'ad personam'”.