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LA VERTENZA

Li Vorsi, salvi 104 dipendenti
L'azienda revoca i licenziamenti


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Dopo una trattativa serrata presso l'assessorato alle attività produttive del Comune di Palermo, l'azienda ha revocato i licenziamenti. “Adesso – commenta Mimma Calabrò, segretario generale della Fisascat Cisl –  tutti i 158 lavoratori, e non solo 54 come previsto in un primo momento, potranno usufruire dell'indennità di cassa integrazione fino al 31 dicembre del prossimo anno".

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PALERMO. Sarà una fine d'anno un po' meno amara quella dei lavoratori di Elektromarket Li Vorsi, l’azienda di elettrodomestici e informatica di Palermo che gestisce i punti vendita Max Living nel capoluogo e altri negozi a Alcamo e Castelvetrano. Dopo una trattativa serrata presso l'assessorato alle attività produttive del Comune di Palermo, l'azienda ha infatti deciso di revocare il licenziamento per 104 dipendenti. Per i quali si aprono adesso le porte della cassa integrazione. “La revoca dei licenziamenti – commenta
Mimma Calabrò, segretario generale della Fisascat Cisl – fa, ad oggi, tirare un sospiro di sollievo. Adesso tutti i 158 lavoratori, e non solo 54 come previsto in un primo momento, potranno usufruire dell'indennità di cassa integrazione fino al 31 dicembre del prossimo anno e, contestualmente, coloro che lo vorranno potranno accedere alla mobilità incentivata su base volontaria. In ogni modo resta aperta la trattativa con Mediamarket (la catena di elettrodomestici leader in Europa con i marchi Media World e Saturn, ndr) e auspichiamo che, quanto prima, si possa procedere con il perfezionamento del contratto di affitto di ramo d'azienda che, sin da ora, prevede che una parte di personale venga attinto dal bacino del personale in cassa integrazione”.

Per portare a casa il risultato, i lavoratori dovranno però firmare delle "dichiarazioni liberatorie e di accettazione delle rinunce specificate mediante verbali individuali di conciliazione".

Una speranza, comunque, per i lavoratori di un gruppo storico palermitano nel campo degli elettrodomestici che non ha retto all'urto della concorrenza dei grandi centri commerciali e che, dal 2007 ad oggi, ha registrato perdite di fatturato pari al 45% (solo nel 2011 le perdite d'esercizio hanno superato i 29.555.049 euro a fronte di un fatturato complessivo di 43.975.733 euro).

Un vero e proprio collasso che ha portato il gruppo lentamente verso il fallimento.