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Esercizio provvisorio e precari
Il tour de force del Parlamento


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Palazzo dei Normanni, sede dell'Ars

Oggi la giunta Crocetta varerà l'esercizio provvisorio, poi sarà lotta contro il tempo per l'approvazione del provvedimento da parte dell'Assemblea regionale prima del 31 dicembre. Countdown anche per la proroga dei precari e le modifiche al sistema di raccolta e gestione dei rifiuti. Esecutivo all'opera anche sulla finanziaria.

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PALERMO - Stringere i tempi per chiudere la fase dell'emergenza e passare a quella della programmazione. Le festività natalizie si trasformano in una marcia a tappe forzate per governo e Assemblea regionale, costretti a fare i conti con l'incedere inesorabile di un calendario che non lascia più margini di manovra. Le elezioni di ottobre e i ritardi nella proclamazione dei risultati hanno fatto slittare i tempi della finanziaria, imponendo gli straordinari a Sala d'Ercole per l'approvazione di provvedimenti che non possono attendere oltre il 31 dicembre.

Il conto alla rovescia è già partito. "Una corsa dovuta soprattutto agli eventi che hanno portato alla celebrazione delle elezioni a fine ottobre e ai ritardi nella proclamazione dei risultati", si è giustificato in Aula il governatore Crocetta. Fra i deputati di maggioranza, però, qualcuno fa notare "l'impreparazione" dell'esecutivo riguardo al tema che è in cima alla lista delle priorità: il varo dell'esercizio provvisorio. Un documento che avrebbe potuto vedere la luce prima di Natale e che invece si concretizzerà soltanto oggi, con il varo della bozza di bilancio provvisorio da parte dalla giunta Crocetta. Il testo, necessario per l'approvazione del ddl successivo da parte dell'Ars, verrà trasmesso domani alla commissione Bilancio, presieduta da Nino Dina. A questo punto scatterà una vera e propria maratona per consentire al provvedimento di andare in Aula sabato.

Difficile, invece, che in giunta si parli in forma ufficiale anche di finanziaria. Crocetta e l'assessore per l'Economia, Luca Bianchi, torneranno comunque a confrontarsi in via informale su quanto annunciato diverse volte nei giorni scorsi: la necessità di un taglio di circa un miliardo sulle uscite del bilancio regionale. Finora nessuna indiscrezione sui settori colpiti dalla sforbiciata, con il governatore che si è lasciato sfuggire soltanto una frase: "I tagli non riguarderanno lo stato sociale". Una cosa è certa: tra le concertazioni con le parti sociali e il confronto con un'Ars che non accetterebbe testi blindati, la manovra potrà essere chiamata legge non prima della fine di gennaio.

Le altre emergenze hanno il volto del disegno di legge di proroga dei contratti dei precari e le modifiche al sistema di gestione dei rifiuti.Superate le difficoltà tecniche sul primo provvedimento che riguarda la proroga di sette mesi dei contratti di oltre ventimila precari degli enti locali siciliani (se approvato prima dell'esercizio provvisorio, il ddl sarebbe caduto vittima della scure del Commissario dello Stato), mentre si attende il via libera anche per le modifiche al sistema dei rifiuti con il ritorno del pallino del gioco nelle mani dei Comuni. Anche in questo caso il presidente dell'Ars, Giovanni Ardizzone, ha messo in guardia le commissioni di competenza per un esame rapido dei testi: la commissione Ambiente è stata convocata per giovedì. In scaletta, infine, anche il ddl che ridefinisce il sistema idrico regionale in relazione al referendum che ha sancito la gestione pubblica del servizio. La corsa contro il tempo è già partita, con la speranza che non coincida con il countdown della notte di San Silvestro.