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Abusivismo edilizio

Sequestrata una casa costruita
sulle mura del casale Alliata


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Il provvedimento è stato eseguito questa mattina dalla polizia municipale. Messi i sigilli ad un edificio di 70 metri quadri che si appoggia su di un antico arco. “Proseguiremo i controlli nella zona”, afferma l'ispettore Crucitti.

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PALERMO - “L'abusivismo edilizio oggi è un'emergenza sociale”, lo afferma dopo il sequestro di un edificio in costruzione in via Marinai Alliata Giuseppe Crucitti, ispettore capo del nucleo tutela patrimonio artistico della polizia municipale. Quello della struttura che si trova fra Partanna e Pallavicino è comunque un caso atipico.

L'edificio sequestrato si trova all'interno di un antico baglio originariamente di proprietà dei conti Alliata, storica famiglia nobiliare palermitana proprietaria di diversi palazzi storici. “Io qui ci sono nata – grida a gran voce Provvidenza Manfredi –, e per questo edificio paghiamo pure l'affitto al Comune”. Ed in effetti la famiglia Manfredi sventola distinte dei versamenti alla tesoreria comunale. Un affitto di 250 euro al mese che viene pagato periodicamente, anche se il contratto è scaduto. “È scaduto nel 2005 – afferma Franca Manfredi, madre di Provvidenza – , noi però siamo qui dal 1965 quando i conti Alliata decisero di dare l'edificio ai poveri, e fra questi c'era mio padre”.

Il sequestro è stato disposto dalla Procura della Repubblica, in particolare dal gip Fernando Sestito, su richiesta del pubblico ministero Daniela Randolo, ma non è di una dimora storica facente parte del casale Alliata. Sono stati apposti infatti i sigilli ad una costruzione di recentissima costruzione e priva di autorizzazioni, che si appoggia su di un antico arco. Si tratta di una terrazza che è stata chiusa e trasformata in una vera e propria abitazione di 70 metri quadri, i cui lavori iniziati in estate non sono però conclusi.

Questa è una zona sottoposta a vincolo paesaggistico e monumentale, che stiamo scandagliando in queste settimane – dice l'ispettore Crucitti – . Proseguiremo le verifiche, questo è solo l'inizio delle indagini. Qui dovrà pure intervenire la pubblica amministrazione per ripristinare la condizione precedente, anche demolendo”. La situazione del casale pare davvero contrassegnata dalla costante dell'abusivismo. “Qui dovrebbero esserci edifici bassi e risalenti a diversi anni fa”, sottolinea Crucitti. Facendo una rapida panoramica visiva saltano però agli occhi edifici di due o tre piani, e muretti appena innalzati, freschi di cemento.

Nel casale Alliata vivono diciassette famiglie che annoverano oltre sessanta persone, fra cui è scattata l'immediata caccia al delatore che ha denunciato per primo gli abusi. “Viviamo da sempre qui – sottolinea Provvidenza Manfredi - , e noi non abbiamo fatto niente di male. La casa era in cattive condizioni, per far sì che mia sorella potesse stare al sicuro abbiamo soltanto usufruito del terrazzino”.