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primarie del pd per le politiche

A Palermo votano solo
gli elettori iscritti nell'albo


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Nel capoluogo e in provincia potranno esprimere il proprio voto solo coloro i quali hanno partecipato alla consultazione per la scelta del premier del centrosinistra.

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PALERMO – A Palermo e provincia potranno esprimere il proprio voto per le primarie che scelgono i candidati al Parlamento solo gli elettori già inseriti nell'albo delle precedenti consultazioni primarie, ovvero coloro i quali hanno votato per la scelta del premier del centrosinistra. Tagliati fuori dunque gli iscritti al Pd che non si sono recati alle urne il 28 novembre.

Ad annunciarlo Giampietro Sestini, segretario della Commissione nazionale di garanzia del Partito Democratico, che scrive in una nota come “nella provincia di Palermo potranno votare alle primarie del Pd per le candidature al Parlamento soltanto le elettrici e gli elettori compresi nell'albo delle primarie di Italia Bene Comune”.

 La decisione nasce dopo l'esposto di tre candidati (Bernardo Mattarella, Alessandra Siragusa e Tonino Russo), che avevano segnalato come l'anagrafe degli iscritti al Pd nel 2011 nella provincia di Palermo non fosse stata validata dalla Commissione provinciale di garanzia. “L'esito del ricorso rende tutto più trasparente”, afferma Alessandra Siragusa. Sarebbero in realtà serviti ulteriori giorni per verificare in maniera più approfondita il prospetto trasmesso all'organizzazione nazionale soltanto il 18 dicembre.

 La consegna ritardata dell'anagrafe avrebbe infatti consentito, in linea teorica, che un tesserato potesse fino a quella data pagare contestualmente la quota dell'anno precedente e quella dell'anno in corso, mettendosi così in regola per partecipare alle primarie. Il piccolo giallo, denunciato pubblicamente da diversi esponenti del partito, consiste nel fatto che i tabulati degli iscritti nel 2011, all'inizio di dicembre contassero circa 1.200 iscritti per Palermo e provincia. L'anagrafe consegnata a Roma quindici giorni dopo ne conteneva invece il triplo. "E' molto probabile – sottolinea la Siragusa – che negli ultimi giorni le varie sezioni provinciali, che si erano dimenticate a trasmettere gli elenchi al partito , siano state sollecitate a farlo. E dunque che la discrepanza nei numeri sia solo dovuta a questo. Ma proprio per evitare equivoci e rendere il percorso trasparente, mi sembra che la soluzione adottata garantisca tutti”.