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OMICIDIO IN METROPOLITANA

La confessione shock "Odio la sua religione"


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Arrestata Erika Menendez, la trentunenne che ha spinto Senando Sen, immigrato indiano, sotto un convoglio della metropolitana di New York: il movente del folle gesto sarebbe l'odio religioso nei confronti di indù e musulmani, sviluppatosi in seguito all'attentato alle Torri gemelli. La donna rischia vent'anni all'ergastolo.

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NEW YORK – Erano le 20 di giovedì, quando
il quarantaseienne indiano Senando Sen è stato spinto giù dalla banchina della metropolitana di New York, sui binari, proprio mentre arrivava un convoglio. È iniziata così una caccia all’uomo conclusasi ieri sera, con l’arresto di Erika Menendez, 31 anni: il movente dell’omicidio sarebbe l’odio religioso.

L’omicidio è avvenuto rapidamente, alla fermata 40 Lowery Station di Queens. I testimoni hanno dichiarato di non aver visto nessun contatto tra la donna e Sen, prima del folle gesto: il convoglio della metropolitana era a pochi metri dal punto in cui l’uomo è caduto, non v’è stata nessuna possibilità di arresto del mezzo. Le telecamere a circuito chiuso della fermata sono state fondamentali per la ricerca della donna: i video sono stati trasmessi in televisione ed è così che è arrivata, ieri, la segnalazione che ha permesso di identificare la Menendez e fermarla.

La donna ha confessato di aver aggredito l’uomo, immigrato dall’India, perché odia gli indù e i musulmani, in seguito all’attentato alle Torri gemelle. Subito dopo aver spinto Sen sotto il convoglio della metro, la Menendez era scappata a perdifiato per le rampe di scale, sparendo alla vista dei testimoni: la sua fuga non è servita a evitarle la prigione. Adesso rischia venti anni all’ergastolo per il gesto compiuto in nome della vendetta per l’attentato dell’11 settembre.