Amministrazione straordinaria:| C'è l'ok da Roma per Gesip - Live Sicilia

Amministrazione straordinaria:| C’è l’ok da Roma per Gesip

ll tribunale rimanda alla prossima settimana la decisione sul fallimento dell'azienda, ma dal ministero per lo Sviluppo economico arriva il parere positivo all'amministrazione straordinaria, come già successo per l'Amia.

LAVORATORI SUL PIEDE DI GUERRA
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PALERMO – Gesip, il tribunale rimanda la decisione sul fallimento alla prossima settimana e il destino della società partecipata del comune di Palermo rimane ancora in sospeso. Oggi i giudici, infatti, avrebbero dovuto decidere se accogliere o meno l’istanza di fallimento presentata dalla stessa azienda su indicazione del socio unico, cioè Palazzo delle Aquile.

Ma il tribunale, che ha anche ottenuto un’integrazione dei documenti da parte della società, si è presa qualche altro giorno di tempo. La novità, però, sta nel parere positivo del ministero per lo Sviluppo economico sull’amministrazione straordinaria: Roma, in poche parole, suggerisce, prima di dichiarare fallita l’azienda, di inviare tre commissari ministeriali, sulla falsa riga di quanto successo all’Amia, per cercare di salvare l’azienda o quantomeno di capirne di più.

Uno “schiaffo” per l’amministrazione Orlando che invece aveva chiesto il fallimento della Gesip: un’opzione che, se accettata dal tribunale, sarebbe un toccasana per il Comune. In caso di fallimento, infatti, non solo le procedure per il licenziamento dei lavoratori sarebbero più veloci, sebbene siano già partite, ma anche il tfr sarebbe pagato all’80 per cento dall’Inps, mentre il restante 20 sarebbe a carico dell’azienda ma solo se questa avesse i fondi. E anche i creditori verrebbero soddisfatti solo in caso di liquidità.

A questo punto le strade possibili sono tre: i giudici possono accogliere l’istanza di fallimento, rigettarla rimettendo la patata bollente nelle mani del Comune oppure decidere per l’amministrazione straordinaria con l’invio dei commissari. Una soluzione, quest’ultima, che sarebbe la meno gradita per piazza Pretoria che si ritroverebbe così con una gestione ministeriale simile a quella dell’Amia, verso cui il Professore più volte si è scagliato con veemenza.

E i lavoratori? Entro il 12 gennaio dovrebbero ricevere gli ultimi due mesi di cassa integrazione del 2012, ma intanto dal primo gennaio risultano nuovamente in astensione da lavoro sebbene manchi una precisa disposizione aziendale, anche se secondo alcuni la domanda di altri quattro mesi di Cig basterebbe. Richiesta presentata oggi, sui cui tempi però non vi sono certezze: la cassa integrazione va ricontrattata, alla luce anche dei ondi disponibili.

Ma l’amministrazione deve fronteggiare anche la rabbia dei lavoratori, che lunedì torneranno in piazza per protestare. I sindacati oggi, convocati dal liquidatore, dopo qualche minuto hanno abbandonato il tavolo proprio per l’assenza di un rappresentante del Comune.

“Ribadiamo la nostra disponibilità al dialogo sulle soluzioni e gli strumenti per garantire i lavoratori della Gesip, ma è indispensabile conoscere le intenzioni dell’amministrazione sul percorso e le tappe previste per il futuro dei dipendenti”, dice Pietro La Torre, segretario della Uiltucs Sicilia, dopo l’incontro avuto oggi sulla municipalizzata. “Per noi è andato deserto – dice La Torre – perché non era presente l’amministrazione comunale. È stato così confermato lo sciopero ed è stato ancora una volta spiegato che l’obiettivo finale deve essere la salvaguardia di tutti i lavoratori. Ma serve un confronto diretto che possa definire prospettive e scenari, attraverso un piano industriale che tenga conto di tutti gli strumenti da utilizzare,dalle risorse economiche da impegnare all’utilizzo completo del personale”.

 


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