Live Sicilia

DA I LOVE SICILIA IN EDICOLA

Moretti, stregato dalla Sicilia
"Qui il mio vino profuma di storia"


Una infinità di trattative e chiacchiere defatiganti non l'hanno scoraggiato. Anzi. Così, Antonio Moretti, imprenditore aretino della moda, con una grande passione per il vino, dopo il Siracusano ha acquistato vigneti anche sull'Etna. E su I love Sicilia (acquistabile anche QUI) racconta le peripezie affrontate per realizzare un sogno, i suoi progetti e il suo rapporto con l'Isola.

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Antonio Moretti
PALERMO - Per dare vita a un autentico patchwork fondiario, quello di Noto, ha comprato tantissimi spezzoni ed è andato dal notaio oltre settanta volte. Settanta atti dopo trattative simpatiche e spesso divertenti, qualche volta comiche se non surreali. E non contento, da qualche mese, ha raddoppiato. Ed ha comprato vigneti sull'Etna. Lui è Antonio Moretti, imprenditore solido e concreto, con interessi nel settore immobiliare e nel campo della moda internazionale e, negli anni, pure componente dei consigli d’amministrazione del Monte dei Paschi di Siena, di Federexport, Autostrade Tirrenica, Spei Finanziaria, del Consorzio Classico Italia e via dicendo.

Intervistato da Nino Aiello sul numero in edicola di I love Sicilia, Moretti racconta di come sia scoccata la scintilla con quest'Isola che, dice, “non si può solo raccontare a orecchio, è limitativo. Per cercare di capirla va vissuta vivendo qui, nei luoghi e nei territori, mescolandosi e parlando con la gente, mangiando il pesce e le verdure che adoro anche cucinare personalmente”.

La Sicilia è un universo a sé stante, senza possibili paragoni. “E il mio 'Saia' – afferma – un nero d’Avola di grande carattere ne esprime appieno il terroir e le intriganti sfumature, anche di storia e di cultura. Non per niente è un vino di eccezionale successo, di critica enologica e di pubblico. Come gli altri due vini, da uve grillo e moscato”. Il suo sogno dichiarato è quello di dedicarsi sempre più al vino e il suo legame con la Sicilia è ormai talmente forte che “in Toscana mi considerano praticamente 'un traditore'. Passi che ho dichiarato che l’olio siciliano della mia tenuta di Noto è più fine ed elegante di quello delle mie parti, ma non faccio mistero del fatto che sto più volentieri in Sicilia che nella mia terra d’origine... ho pure imparato a dire qualcosa in dialetto. Con il passare del tempo sarò sempre più in Sicilia, fra Noto e il pennacchio brontolone dell’Etna. Qui c’è la mia Camelot”.