Al Ribolla un torneo |per dare un calcio alla mafia - Live Sicilia

Al Ribolla un torneo |per dare un calcio alla mafia

Al Ribolla un torneo per dare un calcio alla mafia

Un torneo dedicato alle vittime della mafia. Presenti artisti, comici ed ex calciatori. Tra gli spettatori anche la famiglia Petrucci, Sonia Alfano e Fabrizio Ferrandelli. Vincenzo Lipari: “Oggi ha vinto la Sicilia che non accetta compromessi”.

PALERMO – Non importa se la tecnica non è più quella di una volta. E la forma atletica non è delle migliori. Niente tatticismi. L’importante, oggi più che mai, era davvero partecipare.

Al campo “Louis Ribolla”, in via Leonardo da Vinci, un nutrito pubblico ha assistito al triangolare di calcio, valido per le “Olimpiadi della legalità”, tra la Nazionale Italiana Magistrati, in maglia rossa, e le rappresentative della Sezione Sportiva Antimafia, in maglia granata, e dell’Associazione Familiari Vittime della mafia, in maglia blu.

Il torneo odierno, commentato dal conduttore Salvo La Rosa e dal dj radiofonico Massimo Minutella, era dedicato a Beppe Alfano e Mario Francese. E in campo sono scesi anche due figli dei giornalisti assassinati da Cosa nostra, Giulio Francese e Fulvio Alfano. Ad accompagnare il fratello Fulvio c’era Sonia Alfano, presidente della Commissione Europea Antimafia. Presente anche il deputato all’Ars Fabrizio Ferrandelli con la figlia Bruna. La squadra dell’Associazione dei familiari si è arricchita del contributo di Totò Schillaci, che proprio ai campi del Ribolla ha una scuola calcio, dei comici Sasà Salvaggio e Ivan Fiore, del giornalista Roberto Gueli e dell’attore Francesco Benigno.

Ancora valido il tocco di palla del cannoniere azzurro di Italia ’90, anche se, ovviamente, con gli anni è venuta a mancare un po’ di gamba. Centravanti “inamovibile”, nel senso letterale del termine, Sasà Salvaggio: “È che invece di andarmi a prendere il sole a Mondello me lo sono venuto a prendere qua”, si è giustificato. La festa della legalità non ha vissuto di solo calcio ma anche dell’allegria dei clown volontari dell’associazione “Viviamo In Positivo Palermo”, che hanno animato con giochi, musica e colori il pomeriggio di grandi e piccini. Un’emozione particolare l’ha donata a tutti i presenti il dolce sorriso di Lucia Petrucci e dei suoi genitori, che a lungo si sono intrattenuti a parlare con la Alfano e Ferrandelli. Una testimonianza commovente la loro, salutata da più di un applauso. Perchè la violenza, purtroppo, come quella che ha tolto la vita a Carmela Petrucci, non è soltanto di marca mafiosa.

Per la cronaca il successo ha arriso alla selezione Antimafia, presieduta da quel Vincenzo Lipari che proprio un mese e mezzo fa ha subito un atto intimidatorio da ignoti che gli hanno tagliato le ruote della macchina. Nell’ultima, decisiva sfida la squadra di Lipari ha battuto 1-0, con un goal in extremis di Dario Bellavista, la Nazionale Magistrati, allenata per l’occasione da una vecchia conoscenza del calcio rosanero, Ignazio Arcoleo. Nei primi due match le due squadre avevano entrambe vinto contro l’Associazione dei familiari delle vittime: la Sezione Antimafia ancora con il punteggio di 1-0 grazie alla rete di Marco Migliaccio della Guardia di Finanza. Le toghe avevano ottenuto i tre punti vincendo 3-1. Negli undici schierati dal tecnico Arcoleo c’erano anche il gip di Milano Claudio Castelli, il giudice di Lecco Piero Calabrò, il gip di Trapani Massimo Corleo e Manfredi Borsellino, figlio di Paolo e dirigente della Polizia di Termini Imerese.

Al termine della premiazione Lipari ha salutato i presenti dicendosi convinto “che oggi, al di là del risultato portivo, ha vinto la Sicilia libera da ogni compromesso e dal malaffare. Dedico il trofeo alle vittime”. “Mio padre – ha detto la Alfano -, forse inconsapevolmente, con la sua morte, così come accaduto agli altri familiari delle vittime, ha imposto un cambio di rotta alla mia vita. Adesso il mio compito principale è quello di presentare all’Unione Europea un testo unico sull’organizzazione della lotta alla mafia. È già stato storico aver creato una Commissione Europea Antimafia perchè è importante capire che la mafia non è un fenomeno solo italiano e, come credono alcuni italiani, soltanto del Sud, ma questo è un pensiero folcloristico. La mafia ha un radicamento internazionale, è presente in Europa e in posti come Canada, Australia o Venezuela geograficamente lontani ma vicini per interessi”.


Partecipa al dibattito: commenta questo articolo

Segui LiveSicilia sui social


Ricevi le nostre ultime notizie da Google News: clicca su SEGUICI, poi nella nuova schermata clicca sul pulsante con la stella!
SEGUICI