Vezzosi, via al processo |I legali: "E' innocente" - Live Sicilia

Vezzosi, via al processo |I legali: “E’ innocente”

Primo giorno d'udienza per il cantante Gianni Vezzosi: è accusato di aver minacciato e organizzato l'aggressione di un amico dell'ex fidanzata.

palazzo di giustizia
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CATANIA – E’ iniziato oggi il processo davanti al tribunale monocratico, seconda sezione penale presieduto dal giudice Sammartino a carico del cantante Gianni Vezzosi, imputato con l’accusa di aver minacciato e fatto aggredire un conoscente, Samuele Bombaci, della sua ex fidanzata Lisa Consoli. Secondo i difensori del cantante, autore di canzoni napoletane molto conosciuto in città e sul web, Vezzosi non c’entra niente con il pestaggio e anzi non si trovava nei pressi di via Di Prima, nel quartiere di San Berillo, quando sono scattate le bastonate nei confronti della vittima. Ci sarebbe anche un video che lo scagiona in pieno, dimostrando che in realtà in quel momento si trovava in sala di registrazione, e anche alcuni alcuni testimoni sono pronti a giurare la sua estraneità.

Oggi è iniziata la fase dibattimentale e sono stati interrogati un tenente e un maresciallo che sono si sono occupate dell’inchiesta. A parlare è stato anche Samuele Bombaci, il ragazzo aggredito che ha raccontato i fatti, confermando la versione che aveva rilasciato agli investigatori. Del pestagggio avvenuto nell’angolo tra Via Di Prima e Via Puccini ci sarebbero pure i filmati della registrazione di video sorveglianza della flilale del Monte dei Paschi che inquadra la zona vicino alla Farmacia dove Bombaci è stato bastonato tanto che è finito in ospedale prognosi riservata per le varie ferite al torace e al volto.

Mentre i difensori di Vezzosi credono fermamente nell’innocenza del loro assistito, per l’accusa, invece, è stato proprio lui a chiedere a due sicari di prendere a bastonate l’amico della donna con cui avrebbe avuto un figlio. Per rafforzare il messaggio, a dirgli che quelle botte gliele mandava proprio lui per punirlo di uno sgarro personale e fargli capire che non doveva impicciarsi in cose di famiglia.

Tra le sue canzoni più famose ci sono “O killer”, “L’arresto” e “Arresti domiciliari” – sulla sua esperienza detentiva. Tra le strofe delle sue canzoni napoletane, c’è pure quella che recita “O brigadiere, sapimm quant e cara a libertà..”

 


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