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Nessuna impugnazione

Saverio Romano è innocente
La sentenza passa in giudicato


Assolto. E la sentenza per Saverio Romano passa in giudicato. Il commento degli avvocati: "Le motivazioni della sentenza, che oggi fanno stato, escludono interpretazioni diverse dalla totale estraneità di Saverio Romano alle accuse inizialmente addebitategli e che, dopo dieci anni, restituiscono serenità all'uomo e al politico".


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Saverio Romano
PALERMO- "E' passata in giudicato la sentenza di assoluzione nei confronti di Saverio Romano. Né la Procura della Repubblica né la Procura generale presso la Corte di Appello hanno infatti proposto alcuna impugnazione, ritenendo evidentemente giusta la sentenza di assoluzione". A darne notizia i legali dell'ex ministro delle Politiche agricole, Francesco Inzerillo e Raffaele Bonsignore. "Siamo particolarmente soddisfatti - commentano gli avvocati di Romano - perché le motivazioni della sentenza, che oggi fanno stato, escludono interpretazioni diverse dalla totale estraneità di Saverio Romano alle accuse inizialmente addebitategli e che, dopo dieci anni, restituiscono serenità all'uomo e al politico".

Per Romano, ex ministro dell'Agricoltura del Governo Berlusconi, il pm Nino Di Matteo chiese la condanna a 8 anni di carcere. La formula assolutoria scelta dal giudice fu quella della vecchia insufficienza di prove. Romano era accusato di avere stretto "legami politico-elettorali" con le cosche mafiose dal lontano '91 quando, prima delle Regionali, insieme a Salvatore Cuffaro, ex governatore siciliano in carcere per favoreggiamento a Cosa nostra, ando' da Angelo Siino, l'uomo dei corleonesi negli appalti, a chiedere voti. "Nella sua veste di esponente politico di spicco, prima della Dc e poi del Ccd e Cdu e, dopo il 13 maggio 2001, di parlamentare nazionale - scrissero i magistrati nella richiesta di rinvio a giudizio - Romano consapevolmente e fattivamente contribuì al sostegno ed al rafforzamento dell'associazione mafiosa, mettendo a disposizione di Cosa nostra il proprio ruolo, candidano personaggi a disposizione dei clan".

"Non risponde al vero che l'on. Saverio Romano sia stato assolto con la vecchia formula della insufficienza di prove, bensì in base all'art 530 del codice di procedura penale, perché il fatto non sussiste, ossia con una ampia formula assolutoria". Lo dicono in una nota gli avvocati Franco Inzerillo e Raffaele Bonsignore, legali dell'ex ministro Saverio Romano assolto dall'accusa di concorso in associazione mafiosa. La sentenza, che né la Procura, né la Procura generale hanno appellato, è ormai definitiva. "Il giudice - aggiungono - addirittura in sentenza ha chiarito che nel caso in esame si ha una ipotesi che evidenzia la mancanza, l'insufficienza, e la contradditorietà della prova stessa. D'Altra parte già da una sommaria lettura delle motivazioni si evince che Angelo Siino e tutti gli altri collaboratori di giustizia sono stati ritenuti non solo non riscontrati, ma addirittura assolutamente inattendibili.

(Fonte ANSA)