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SUL NUMERO IN EDICOLA DI I LOVE SICLIA

Ecco noi per esempio
Confessioni di due super manager


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Un ingegnere e un imprenditore, uno palermitano, l'altro catanese. Entrambi nel gotha dell'economia. Oltre 700 dipendenti il primo con la sua Italconsult; mille il secondo con la Cogip holding. Sono Nino Bevilacqua e Mimmo Costanzo intervistati da Gaetano Savatteri su I love Sicilia.

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PALERMO - Un ingegnere e un imprenditore, uno palermitano, l'altro catanese. Entrambi nel gotha dell'economia. Oltre 700 dipendenti il primo con la sua Italconsult; mille il secondo con la Cogip holding. Sono Nino Bevilacqua e Mimmo Costanzo, amici e coetanei, spesso in coppia su alcuni progetti comuni, i protagonisti del numero in edicola di I love Sicilia. Un'intervista doppia nella quale uno degli ingegneri più importanti d'Europa (che è anche commissario dell'Autorità portuale di Palermo) e un manager con cantieri edili in ogni parte d'Italia e del mondo si confrontano sui temi più disparati: dal significato di potere all'amore, dall'arte alla politica, dai sogni ai rimpianti. Ne è venuto fuori un sillabario di passioni e pensieri, forse abbastanza condivisi da una generazione di siciliani che ha fatto fortuna.

Il punto di partenza? La fatidica soglia dei cinquantanni: “Sono un passaggio forte – dice Bevilacqua –. Se nei primi venticinque anni di vita sei ancora un picciutteddu abbastanza spensierato, se nei successivi venticinque sei impegnato a realizzare le cose che hai studiato, quando si arriva ai cinquanta si apre una riflessione. E allora ti chiedi come investire ancora meglio quanto hai seminato, puntando soprattutto sulla qualità delle cose da fare”.

Di “emozione speciale” parla invece Costanzo: “La tua sensibilità verso il mondo aumentata, valuti le cose che contano veramente, ricerchi il senso delle cose che fai. E così mi capita di commuovermi più facilmente: per uno splendido tramonto, per le parole di un amico, per un libro. Mi piace avere più tempo per stare nella natura, per appagare le mie curiosità, per leggere o per viaggiare. Allo stesso tempo, però, sono diventato meno tollerante verso le persone che non sono sincere: se prima le sopportavo, adesso questo mi è diventato impossibile”.

Quindi si passa al potere: “Per me – afferma Bevilacqua – significa essere un uomo libero. Il potere è dire ciò che uno veramente pensa e fare quel che si vuole veramente. Tutto il resto non è potere”.

Per Costanzo invece il potere “è responsabilità verso se stessi e verso gli altri. Nella mia impresa sono felice di lavorare per il benessere dei miei dipendenti e delle loro famiglie. Il potere è servizio: per me questo è il potere”.

I due super manager si soffermano poi sul concetto di legalità, sull'arte (entrambi sono collezionisti), sul vino (entrambi possiedono vigneti sull'Etna): “Ho l’animo da contadino ammette l'ingegnere – ho piantato un po’ della vigna sull’Etna con le mie mani. Tutto comincia dalla vigna, non puoi fare un buon vino se la vigna non è ben curata”. “Credo che il vino – afferma Costanzo – sia un mezzo straordinario per promuovere il territorio, la sua storia, la sua umanità, la sua cultura”.

Dal vino ai fornelli il passo è breve: “Una volta – racconta Bevilacqua – una donna di aiuto in cucina mentre ero ai fornelli mi disse: 'Ma picchì a chiamanu professuri?'. E io ho risposto: 'Perché sono bravo in cucina'. La donna confermò: 'Ah, certu'. Il mio piatto forte può essere il cinghiale al cioccolato, una mia personale rielaborazione di un’antica ricetta siciliana”. Mentre Costanzo non potrebbe rinunciare ai bucatini all’Amatriciana: “Li cucino a casa per la mia famiglia e i miei amici, ma anche in ufficio. Dicono che mi riescono bene. E, a giudicare dai piatti vuoti, forse hanno pure ragione”.

(Leggi l'intervista integrale su I love Sicilia, aprile 2013, che puoi acquistare anche cliccando QUI)