Rebus, condanne ridotte | per la famiglia Madonia - Live Sicilia

Rebus, condanne ridotte | per la famiglia Madonia

In parziale riforma della sentenza di primo grado del tribunale di Palermo, la pena più alta è stata inflitta a Antonino Madonia che ha avuto 27 anni e 4 mesi di reclusione. Ridotte la pene di Salvatore Madonia, da 17 anni e 4 mesi a 14 anni; Giuseppe Madonia da 14 anni a 13 anni e 4 mesi; Aldo Madonia da 7 anni e mezzo a 6. Ridotta da 13 anni a 8, con la continuazione, anche la condanna inflitta a Nicolò Di Trapani.

la sentenza d'appello
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PALERMO – Ci sono volute oltre sei ore di camera di consiglio ai giudici della seconda sezione della Corte d’assise d’appello del Tribunale di Palermo per emettere la sentenza che ha visto condannare nove membri del clan mafioso Madonia di Palermo, da anni al vertice del mandamento di Resuttana. Gli imputati furono arrestati durante l’operazione Rebus del 2009. Nel corso del processo è emerso che Antonino, Giuseppe e Salvatore Madonia figli del noto boss Francesco Madonia,deceduto nel 2007, nonostante fossero detenuti sottoposti al carcere duro previsto dal 41 bis, continuavano a dirigere l’organizzazione, impartendo direttive all’esterno durante i colloqui con i familiari.

In parziale riforma della sentenza di primo grado la pena più alta è stata inflitta a Antonino Madonia che ha avuto 27 anni e 4 mesi di reclusione. Ridotte la pene di Salvatore Madonia, da 17 anni e 4 mesi a 14 anni; Giuseppe Madonia da 14 anni a 13 anni e 4 mesi; Aldo Madonia da 7 anni e mezzo a 6. Ridotta da 13 anni a 8, con la continuazione, anche la condanna inflitta a Nicolò Di Trapani. diminuita la pena anche per il presunto prestanome Massimiliano Lo Verde che dovrà scontare 5 anni, confermati invece 3 anni per Antonino Corsino. Infine la corte ha condannato a 2 anni Giuseppina Di Trapani mentre ha deliberato il non doversi procedere per prescrizione di reato nei confronti di Amalia Di Trapani.

Un ruolo decisivo nella gestione della famiglia, così come dichiarato dal pentito Manuel Pasta ex uomo d’onore della cosca, era rappresentato dalle donne che attraverso i colloqui in carcere facevano da “postini” per la cosca impartendo direttive all’esterno durante i colloqui con i familiari, in particolare con Maria Angela Di Trapani, moglie di Antonino Madonia, condannata a nove anni in appello con rito abbreviato.


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