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Suo padre è il capo dei capi

Lucia Riina, se l'artista è figlia del boss


Una galleria virtuale come tante, se non fosse che l'artista in questione é l'ultimogenita del capo dei capi di Cosa nostra: Lucia Riina devolve il 5% dei suoi introiti a Save the children e si racconta nella biografia autoredatta. Ma la vena artistica della giovane Riina non è accettata da tutti. E Save the Children: "Nessun contatto".

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Lucia Riina
PALERMO - Una galleria virtuale come tante, piena di opere dedicate soprattutto a soggetti marini:
www.luciariina.com non brilla certo per inventiva o bellezza, ma sono le luci dei riflettori puntati sull'autrice a fare la differenza. Non si tratta infatti di un caso di omonimia: la Lucia Riina in questione è proprio la figlia più piccola del boss Totò, trentatreenne che tenta di fare della sua vena artistica la propria strada nella vita.

Chi è Lucia Riina? A parlare ci pensa lei, sul suo sito: "Sono Lucia Riina, ultimogenita di Salvatore Riina ed Antonina Bagarella, sorella più piccola di Maria Concetta, Giovanni e Giuseppe Salvatore, quindi anche nipote di Leoluca Bagarella". La Riina più piccola di presenta così, quasi a voler subito mettere le cose in chiaro: dalle origini non si scappa. La Riina artista si lancia poi in un breve racconto sulla sua vita post-arresto del padre, quando arrivò a Corleone appena dodicenne nel 1993: "Mi sono trovato catapultata in un mondo ed una realtà per me del tutto nuova; la scuola, la società, il paese, tutto nuovo però ho sempre continuato a coltivare la mia passione: il disegno".

Sembra esserci anche un forte rammarico: "Certo non sono potuta andare al Liceo Artistico che si trova a Palermo, perchè a quell'età ed in quella situazione non potevo andare a studiare così lontano da casa, ciò nonostante ho continuato a coltivare la mia passione". Una passione che adesso sembra anche riscuotere un certo successo: sul sito le opere, dipinte a mano su tavole di legno, mostrano spesso il cartellino "venduto". L'ultimogenita del capo dei capi di Cosa nostra ricorda che ha voluto dare una prospettiva più ampia al proprio business: "Inoltre devi sapere che il 5% del ricavato di ogni vendita effettuata sarà devoluto all' Associazione internazionale Save the children".

Eppure il richiamo alla famiglia sembra essere sempre presente: una delle opere visibili online è una targa che riporta la scritta Corleone e sotto la firma della giovane. Impossibile tenere le polemiche lontane da un fenomeno simile: la figlia del boss scrive che il suo lavoro è il coronamento di un sogno ed è "onesto, dignitoso, positivo ed espressivo-creativo"; in tanti rispondono con un secco no alla sua attività, forse nella speranza di allontanare dall'immaginario collettivo l'idea di una Sicilia sempre sopraffatta da e legata a Cosa nostra. La giovane Riina non è la prima ad intraprendere la carriere artistica: prima di lei un altro illustre parente, Calogero il nipote di Giovanni Brusca, ma anche i protagonisti antichi di Cosa nostra Gaspare Mutolo e Luciano Liggio, avevano mostrato una certa propensione alla pittura.

La precisazione
Save the Children "non era a conoscenza" della decisione di Lucia Riina di destinare parte dei proventi di una vendita di suoi quadri all'organizzazione, "non ha partecipato in alcun modo all'organizzazione della vendita né ha mai avuto contatti con la signora Riina": è quanto precisa l'ong in una nota, in riferimento alla notizia che la figlia più piccola del boss di Cosa Nostra si è data alla pittura e ha deciso di vendere i suoi quadri, devolvendo parte del ricavato a Save the Children.