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LA CONFERENZA STAMPA

Messineo: "La corruzione,
un cancro troppo esteso"


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Il procuratore Messineo

Un quadro desolante quello che il procuratore capo di Palermo ha fornito al margine della conferenza stampa sui 17 arresti. "Il sistema Giacchetto ha divorato milioni di euro dei fondi dell'Unione Europea".

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PALERMO - "Si tratta di una lunga serie di episodi, tristemente e gravemente monotoni, all'insegna dello sperpero della spesa pubblica. Questo ente di formazione, destinatario di ingenti somme di finanziamenti europei per una somma complessiva di circa novanta milioni, non ha utilizzato queste somme per promuovere sviluppo e occupazione in Sicilia creando un raccordo tra le aziende e il mercato del lavoro, anzi". E' il quadro generale, alquanto desolante, delineato dal procuratore capo di Palermo, Francesco Messineo, a margine della conferenza stampa sui diciassette arresti per i fondi della formazione professionale e gli appalti legati ai grandi eventi della Regione Siciliana.

Le indagini hanno dimostrato che i fondi sono stati mai destinati alla scopo: basti pensare che non è mai stato rilevato un aumento dell'occupazione grazie al Capi, questo ente non ha mai trovato lavoro a nessuno, nemmeno ad una persona. L'unico utilizzo "legale" di quei soldi è quello che riguarda le duecento persone assunte dal Ciapi".

"Per molta parte - ha proseguito Messineo - i fondi sono stati sperperati da parte del soggetto centrale della vicenda, Faustino Giacchetto, che con una serie di espedienti, false fatturazioni, finte negoziazioni immobiliari e fatture gonfiate, ha incassato i fondi che erano stati spesi - solo apparentemente - ma che tornavano al Giacchetto stesso e utilizzate per le proprie spese".

Due le indagini che, nel corso di un biennio, hanno camminato sulla stessa strada per poi intrecciarsi: il project manager Giacchetto è considerato l'uomo chiave. Secondo l'accusa, riusciva a monopolizzare i grandi eventi perché aveva una sorta di "appalto esclusivo all'assessorato al Turismo per l'organizzazione degli eventi", ha affermato Messineo, che ha proseguito: "C'e' stata una cospicua partecipazione di politici e nei confronti di questi soggetti abbiamo individuato forme improprie di finanziamento.

Un vero e proprio cancro - ha precisato il procuratore - che riguarda purtroppo diversi aspetti della politica. In questo caso erano stati messi in segno sistemi molto sofisticati, che si sono snodati tra fatturazioni false, compravendite immobiliari che si fermavano al versamento della caparra da parte dell'ipotetico acquirente e giri di bustarelle. Meccanismi diversi tra loro - ha proseguito Messineo - che permettevano comunque di ottenere affari d'oro.

Il risultato delle indagini è frutto anche della collaborazione dell'Organismo Antifrode di Bruxelles, come ha spiegato il comandante provinciale della Guardia di Finanza, Stefano Screpanti: "Un lavoro coordinato, che ci ha permesso di andare fino in fondo. Siamo riusciti a fare luce su una serie di aspetti che erano tutti direttamente collegati, che rendono necessari, ora come mai, i controllo sulla spesa pubblica, un settore importantissimo, almeno quanto quello dell'evasione fiscale.