Live Sicilia

DAL NUMERO IN EDICOLA DI I LOVE SICILIA

Crocetta fra passato e futuro
Di presente non se ne parla


Nella sua consueta rubrica "Ccà, ddà, docu" da I love Sicilia in edicola, Gianfranco Marrone analizza il metodo-Crocetta: da una parte l’evocazione di quanto il mondo era cattivo prima del suo arrivo, dall’altra la perorazione per un mondo bellissimo di cui si prospettano gli scenari venturi. Ecco un modello "per possibili comunicatori futuri. Dentro e fuori il Palazzo".

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PALERMO - Fra l’altro, Rosario Crocetta è un grande comunicatore. Lo è per le cose che dice. Ma anche per le strategie che adopera dicendole. Entrambe, cose e strategie, assolutamente originali, idiosincratiche, tipiche sue. Ecco dunque un modello per possibili comunicatori futuri. Dentro e fuori il Palazzo.

La cosa che più colpisce, al di là delle pose e dei toni, di cui s’è già a lungo parlato, è il suo uso dei tempi verbali. Nei suoi discorsi e nelle sue dichiarazioni Crocetta usa sempre il passato o il futuro. Mai il presente. Cosa che per un uomo politico, che del presente dovrebbe principalmente occuparsi, è straordinario.

Poniamo che si scoperchi l’ennesimo scandalo alla Regione siciliana (di cui egli è, sino a prova contraria, il Grande Capo). E lui sbotta: “Era una situazione insostenibile, niente rispetto a quello che verrà fuori”. Domanda: “E oggi?”. Mettiamo che qualcuno gli chieda qual è il suo programma in merito ai fondi europei da gestire alla svelta. E lui risponde: “I miei predecessori hanno fatto il gioco sporco. Non durerà per sempre”. Curiosità: nel frattempo? E potremmo continuare.

Ma l’avete ormai capito, lo schema è costantemente lo stesso: da una parte l’evocazione di quanto il mondo era cattivo prima del suo arrivo, dall’altra la perorazione per un mondo bellissimo di cui si prospettano gli scenari venturi. Quel che manca è ciò che ci sta in mezzo, che viene sistematicamente schivato, superato o rinviato, verso il prima o verso il poi.

Benedetto Croce, grande pensatore, sosteneva con dovizia di motivazioni filosofiche che il tempo è soggettivo. E il tempo gli ha dato ragione. Che Crocetta abbia capito la lezione?