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Il documento

Direzione del Pd, sul "Caso Megafono"
il partito non fa sconti a Crocetta


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PALERMO - Un documento che plaude all’azione di “disboscamento e denuncia avviata sin dai primi passi dal governo Crocetta”, che sottolinea la necessità di individuare “un sistema di regole interne al Pd e alle istituzioni rappresentative, che separino e limitino i ruoli di direzione e di responsabilità istituzionale, tra chi legittimamente opera in attività imprenditoriali, direttamente o attraverso i propri familiari, e l’amministrazione per la quale si svolgono tali attività, al fine di prevenire ogni possibile conflitto di interesi”. E’ quanto recita il documento approvato in seno alla direzione regionale del Pd, tenutasi all’Hotel San Paolo Palace di Palermo. Un documento che è stato approvato a maggioranza, con il voto contrario dei cinque rappresentanti del Megafono e con l’astensione di Bottari e di Di Marco.

Il documento si concentra infatti non solo sulla querstione morale che ha investito il partito ma anche sui rapporti fra il Partito democratico e il Megafono. “Il presidente della regione ha sollecitato i partiti che lo hanno sostenuto e in particolare il Pd a dare una mano ak govenro. Il Pd è pronto a moltiplicare ogni sforzo affinchè il presidente Crocetta possa avere successo in questa opera di ricostruzione. Ma – prosegue il documento – vanno superati i limiti che hanno caratterizzato questi primi otto mesi nel rapporto fra governo e maggioranza”. E conclude riaffermando quanto già sottolineato nei vari interventi dai diversi esponenti politici democratici: “non possono coesistere modalità di doppia militanza”. Una pietra tombale sulla quaestio Megafono, dunque, che viene così ribadita alla vigilia del’apertura della fase congressuale, col richiamo ai principi enunciato nello Statuto del partito.