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No alla linea di Bianchi

La retromarcia di Crocetta:
"No all'aumento Irpef"


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Ester Bonafede, Rosario Crocetta e Patrizia Monterosso

Il governatore fa retromarcia e lancia la sua controproposta al governo Letta per il pagamento dei debiti con le imprese: "Meno trasferimenti, ma l'Irpef non aumenterà. Sono stufo degli aut-aut imposti alla Sicilia". In discussione la linea di Bianchi, che in conferenza stampa non si fa vedere 

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PALERMO - L'aumento dell'addizionale Irperf è durato lo spazio di una giornata, almeno a parole. Lo cancella con un colpo di spugna lo stesso Crocetta, che in una conferenza stampa-fiume a Palazzo d'Orleans parla anche dell'aumento delle tasse messo nero su bianco dal suo governo in un disegno di legge già approdato all'Ars. Un ritocco al rialzo dell'Irpef che andrebbe a coprire gli interessi di un prestito da un miliardo che il governo nazionale concederebbe alla Sicilia per consentirle di onorare i debiti con le aziende.

Al termine di una giornata in cui si è registrata l'alzata di scudi del Partito democratico ("Fermiamo l'aumento dell'Irpef perchè colpirebbe i bilanci delle famiglie", ha esclamato in giornata il segretario dei democratici, Giuseppe Lupo), arriva il dietrofront per bocca del governatore: "La misura delle tasse è colma - dice -. L'aumento dell'addizionale Irpef in questo momento non è praticabile". L'avversario questa volta è il governo nazionale "e i suoi aut-aut imposti alla Sicilia - è il Crocetta-pensiero -, ma io mi sono stufato di queste imposizioni e comincio ad aprire la sfida".

Una sfida che nasconde in realtà una proposta da indirizzare direttamente a Palazzo Chigi: "Sarebbe assurdo continuare a imporre tasse ai cittadini. Piuttosto che costringerci ad aumentare l'Irpef, lo Stato riduca la percentuale dei trasferimenti alla Sicilia. Pazienza, vorrà dire che faremo un po' di spending review". Un invito, dunque, "a considerare un altro tipo di intervento", perchè non si può "tassare ulteriormente la popolazione". La linea è stata sposata dal Partito democratico, perno principale del suo governo. "Ci siamo incontrati e ne abbiamo parlato, loro sono d'accordo". Parole che, a dire il vero, erano state precedute nel pomeriggio dall'uscita di Lupo, che aveva giocato d'anticipo stoppando l'aumento Irpef con un comunicato sottoscritto anche dal capogruppo all'Ars, Baldo Gucciardi.

L'aumento delle tasse, tuttavia, al momento resta anche dopo le parole del governatore: "Roma decida se accogliere la nostra proposta - dice -, in alternativa valuteremo il da farsi con i sindacati e le forze politiche". Il testo, intanto è lì, nero su bianco. Con la grafia del l'assessore al Bilancio Luca Bianchi. Che in conferenza stampa non c'era. Segnale di un maldelle del l'assessore romano, che ha visto pubblicamente sconfessata la sua linea, peraltro concordata col governo.

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LA CONFERENZA STAMPA MINUTO PER MINUTO


17.40 Il presidente della Regione torna poi sull'episodio che riguarda le nuove norme per l'accreditamento degli enti di formazione. Si tratta del documento apparso per pochi minuti sul sito della Regione con in calce la firma del segretario generale Patrizia Monterosso: "Si trattava di una bozza ed è stata pubblicata per errore di un capo di gabinetto - spiega -. E' stato, ripeto, un errore tecnico". Le nuove norme sulla formazione, invece, verranno pubblicate ufficialmente lunedì in un'edizione straordinaria della Gazzetta ufficiale.

17.26 Ultimo argomento, la Formazione professionale: "Trovo assurdo che ci sia qualcuno che possa sostenere gli interessi degli enti con cui la Regione ha un contenzioso", dice Crocetta.

17.10 Chiuso l'argomento Muos, Crocetta affronta l'aumento dell'Irpef che dovrebbe consentire di pagare gli interessi del prestito contratto per onorare i debiti con le imprese: "La misura delle tasse è colma. L'aumento dell'addizionale Irpef in questo momento non è particabile". Il governatore formula poi la sua controproposta al governo nazionale: "Piuttosto che costringerci ad aumentare l'Irpef, lo Stato riduca i trasferimenti alla Sicilia. Pazienza, vorrà dire che faremo un po' di spending review".

17.05 Il governatore giudica "frustrante e terribile essere costretti a fare una cosa che non si vorrebbe fare mai".

17.00 Crocetta e Lo Bello annunciano poi la messa a punto di un ddl che "vieta l'installazione, in assenza di studi scientifici dell'Istituto superiore di sanità, di impianti capaci di generare un rilevante inquinamento elettromagnetico che possa essere causa di danni alla salute dei citatdini e all'ambiente".

16.44 La parola passa all'assessore al Territorio, Mariella Lo Bello: "Non abbiamo mai indietreggiato di un millimetro. L'istituto di sanità ci dice che non ci sono rischi per la salute, non possiamo fare altro che rispettare le decisioni delle istituzioni". La Lo Bello ha poi aggiunto: "Chiediamo agli Usa l'installazione di una stazione di monitoraggio permanente delle onde elettromagnetiche emesse dal Muos, che venga affidata all'Arpa".

16.42 Secondo Crocetta, a questo punto "l'unica via percorribile è quella legislativa o, in alternativa, che il governo nazionale decida di non autorizzare più il Muos. Tuttavia - prosegue - mi sembra che il governo Letta non abbia alcuna intenzione di negare la costruzione del Muos".

16.40 Al governatore non sono andate giù le accuse di tardimento della Sicilia piovuteglia ddosso da due giorni a questa parte: "Il Muos fu deciso dal governo nazionale e quella scelta fu avallata dal governo regionale di allora. Io ho fatto soltanto il mio dovere di tentare in ogni modo di tutelare la salute dei siciliani, e invece sono finito nel mirino degli estremisti che sanno soltanto urlare. Mancavano dei documenti che attestassero la non pericolosità di quelle antenne, ma ora quel parere è arrivato e non possiamo fare altro che dare il via libera".

16.30 Crocetta cambia argomento, si passa al Muos: "Siamo stanchi di fare il bersaglio. Il mio governo non ha rilasciato alcuna autorizzazione sul Muos. Mancava uno studio dell'impatto sulla salute dei cittadini e in base a questa mancanza era stato emesso un provvedimento di revoca delle autorizzazioni".

16.23 Crocetta mostra anche l'elenco dei nominativi dei Pip fornito dal Comune di Palermo alla Regione nel maggio del 2010: "Quell'elenco conteneva anche dei Pip detenuti per associazione mafiosa".

16.21 Ancora il governatore: "Alcuni di loro hanno presentato la documentazione di immediata disponibilità al lavoro. Ma come hanno fatto, visto che erano in carcere?". In questa vicenda, secondo Crocetta, o "c'è una complicità delle istituzioni o c'è la paura della mafia, che è più forte della paura delle istituzioni". Il presidente della Regione, inoltre, auspica "che lo stesso tipo di controlli venga effettuato anche per quanto riguarda i lavoratori della Gesip".

16.16 Secondo Crocetta "ci sono molti sindacati, in particolare gli autonomi, che hanno coperto questa situazione. Una storia che è servita a fare tesseramenti e, di conseguenza, guadagni".

16.11 Ancora Crocetta: "E' insopportabile che una parte della criminalità di Palermo venga pagata dalla pubblica amministrazione. Queste cose non devono più avvenire".

16.05 "Sono 87 i Pip espulsi tutti per problemi di irregolarità legate al fatto che hanno percepito delle forme di sostegno al reddito nello stesso periodo in cui erano carcerati". Queste le prime parole di Crocetta in conferenza stampa, che affronta la vicenda dei Pip della Social Trinacria. "Il 70% di questi avevano a proprio carico accuse legate al 416 bis (associazione mafiosa, ndr). Le irregolarità ci sono tutte, così come le ipotesi di truffa a carico di queste persone. E' evidente che non si può stare in carcere e contemporaneamente andare a lavoro".