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La differenziata e il solare
per una nuova Palermo


Il coordinatore del Polo Fotovoltaico della Sicilia, Mario Pagliaro, suggerisce la propria ricetta per un risanamento ambientale ed economico di Palermo. Sapevate che nel capoluogo la raccolta differenziata dei rifiuti fra il 2005 e il 2012 è cresciuta del 34%?

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PALERMO - Sono moltissimi, anche fra i cittadini più sensibili all’ambiente, a ritenere che a Palermo i rifiuti differenziati raccolti nell’ambito della raccolta “porta a porta” iniziata finiscano tutti in discarica (“buttano tutto a Bellolampo”). Sintetica ed efficace, la fotografia -- subito condivisa online e ripresa dalla stampa -- di un addetto alla raccolta che procedeva appunto a rimescolare i rifiuti differenziati nell’autocompattatore in una via del centro nell’ottobre di due anni fa, contribuisce ad alimentare questa radicata convinzione.

In realtà, a Palermo la raccolta differenziata dei rifiuti fra il 2005 e il 2012 è cresciuta del 34% nonostante, a causa della crisi economica e alla drastica diminuzione della popolazione, la produzione di rifiuti in città tra il 2005 e il 2012 si sia ridotta del 20%. Nel complesso, nel 2012 a Palermo sono stati avviati al riciclo il 12% dei rifiuti prodotti. Mentre, complice la diffusione di Internet che sta funzionando come una vera “aspiratrice” della carta, diminuisce del 6% la quantità di carta raccolta rispetto al 2005.

La crescita di un terzo della raccolta differenziata è stata dovuta interamente al varo del progetto di raccolta porta a porta (“Palermo Differenzia 1”) che oggi serve circa 100 mila cittadini. Mentre rimane inefficiente e priva di redditività quella fatta con le campane per il vetro che, oltre a non essere svuotate con regolarità, vengono utilizzate da troppi cittadini come sostituti dei cassonetti per l’indifferenziato.

A mostrare le maggiori resistenze, naturalmente, non sono state le famiglie della middle class che vive nei palazzoni del boom edilizio, ma i ricchi residenti e i titolari di troppi esercizi commerciali della parte del centro raggiunta dal servizio. Ma anche loro, complice una buona attività repressiva, si sono adeguati e oggi nel salotto cittadino non ci sono più cassonetti con rifiuti maleodoranti pieni dei sacchi neri nei quali i ristoratori gettavano tutti i rifiuti prodotti. Nel complesso, i cittadini raggiunti dal servizio oggi avviano al riciclo oltre il 50% dei rifiuti che in casa, ma anche nei i ristoranti, negli uffici e nei negozi che non possono più utilizzare i cassonetti ormai rimossi.

A raccogliere i rifiuti differenziati sono i funzionari dalla Rap (l’ex Amia), che provvedono anche a registrare i dati che poi vengono comunicati tanto al Comune azionista che al Ministero dell’Ambiente. In media, nel corso del 2013 avranno raccolto 9mila tonnellate di organico, 5mila tonnellate tra carta e cartone, 2500 di vetro e altrettante di plastica, e 300 tonnellate di alluminio.

I preziosi rifiuti differenziati finiscono in cinque aziende siciliane che provvedono ad avviarli al riciclo: a Palermo la carta e il cartone; a Termini Imerese la plastica e l’alluminio, a Marsala (e prima ad Alcamo) l’organico da avviare al compostaggio e, sempre a Marsala, il vetro.

Le aziende che ricevono a costi bassi e non variabili le preziose materie prime producono concime, ovvero puliscono la plastica, il vetro e l’alluminio e li inviano ai rispettivi Consorzi nazionali che provvedono a riciclarli tramite una serie di imprese consorziate; ed a reimmetterli sul mercato con un ritorno economico e ambientale decisamente significativo.

Il prezzo alto, e sempre più elevato, tanto del petrolio che dei minerali, rende appunto le materie “seconde” uno strumento cruciale per abbattere i costi e ridurre la dipendenza dall’estero tanto per l’energia che per i prodotti petrolchimici come la plastica.

Mentre al contempo, la raccolta differenziata “porta a porta” si traduce nel risanamento ambientale dei territori serviti, e nella creazione di centinaia di nuovi, e veri, posti di lavoro. Esattamente come avviene con l’utilizzo delle tecnologie dell’energia solare per produrre gratis dal sole -- a casa, in azienda, e persino sulle vasche esauste della discarica di Bellolampo -- l’energia di cui abbiamo bisogno.

La Regione Siciliana ha dunque finanziato l’avvio della fase 2 di “Palermo Differenzia” che, nonostante i continui rinvii, dal prossimo gennaio servirà altri 130 mila cittadini: da Mondello (incluse Partanna e parte dell'Addaura) ai quartieri periferici della Bandita, Romagnolo e Uditore. L’intero Centro storico, dove oggi sono presenti in condizioni disastrate decine di cassonetti maleodoranti, sarà servito dalla raccolta differenziata porta a porta.

A quel punto, oltre la metà degli abitanti di Palermo (553 mila all’ultimo censimento) farà raccolta differenziata: un modo concreto con cui costruire nuovo sviluppo economico e risanare l’ambiente.