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Marettimo

"Lasciate cacciare gli isolani"
La battaglia del parroco


Il parroco di Marettimo, don Pinella, chiede, insieme alle istituzioni locali, che la Regione revochi il divieto totale di caccia nell'isola: "Qui la gente non ha niente da fare". E gli assessorati si dividono

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marettimo, Trapani
Lasciate cacciare gli isolani. Parola di prete, anzi di parroco. Don Giuseppe Pinella, salesiano parroco di Marettimo, si fa sentire con la Regione per chiedere di risolvere la questione della caccia. Che a Marettino è stata del tutto vietata dall’assessorato regionale al Territorio. Ma nella piccola isola delle Egadi, dove fuori dal periodo estivo vivono meno di un centinaio di residenti, per ammazzare il tempo non c’è certo moltissimo da fare. E così il parroco, che nell’isolotto è uno dei pochissimi punti di riferimento della popolazione, s’è fatto carico della vicenda: “La nostra isola è abbandonata, carente di tutto, qui la gente, soprattutto i giovani, non ha nulla da fare. E quindi la caccia rappresenta un passatempo per loro”, dice a Livesicilia. Il parroco pro-caccia ci tiene a sottolineare un aspetto della vicenda: “I marettimani sono i veri custodi dell’isola e dell’ambiente. Da secoli si prendono cura di Marettino, loro sanno come fare”.

In altre isole esistono aree protette e aree non protette, e l’assessorato regionale all’Agricoltura sarebbe propenso a permettere una soluzione analoga anche a Marettimo. È stato lo stesso assessore regionale all’Agricoltura Dario Cartabellotta a dirlo nel corso di una trasmissione radiofonica. Il confronto con l’assessorato al Territorio, che invece ha disposto il divieto integrale, è aperto.

Anche l’amministrazione comunale delle Egadi ha sollecitato un intervento alla Regione per permettere la caccia nella piccola isola. E nello stesso senso qualche giorno fa si è espresso il deputato regionale Girolamo Fazio che ha chiesto al Presidente della Regione un intervento immediato presso il Dirigente Generale del Dipartimento per l’Ambiente, affinché proceda alla rimozione di divieti, limiti e prescrizioni su Marettimo e Pantelleria. Secondo Fazio si tratta di divieti “non di competenza (del dirigente generale, ndr), ingiustificati e privi di evidenze scientifiche”.