Live Sicilia

La decisione del tribunale

Cuffaro, no ai servizi sociali
"Vogliono che collabori"


L'ex presidente della Regione, condannato con sentenza definitiva, resta in carcere.

VOTA
3.2/5
17 voti

cuffaro, noi ai servizi sociali, respinta la richiesta, Cronaca
ROMA-  Il segnale positivo della Procura generale, che aveva dato l'ok per i servizi sociali a Totò Cuffaro, non trova conferma nella decisione del Tribunale di Sorveglianza di Roma, che oggi ha respinto la richiesta dell'ex governatore siciliano. L'istanza presentata dall'avvocato di Cuffaro, Maria Brucale, era stata condivisa dal pg che aveva dato parere favorevole e indicato come eventuale ente tramite cui finire di socntare la pena, l'Istituto Ciechi della Capitale.

Ma le speranze si sono spente oggi, quando i giudici hanno detto no. Cuffaro non lascerà, quindi, la sua cella al piano terra del carcere Rebibbia e proseguirà nello sconto della sua pena per favoreggiamento a sette anni al Rebibbia: alla base della decisione ci sarebbe la mancata collaborazione alle indagini dell'ex politico che aveva scelto la Missione di Speranza e Carità di Biagio Conte, per saldare il suo debito con la giustizia. Voleva tornare in Sicilia, a Palermo. Ma lo stesso pg aveva scelto Roma per una questione di "territorialità". Per il tribunale avendo avuto contatti stretti con esponenti dell'associazione mafiosa, nel suo ruolo di politico, residuerebbero spazi di "svelamento della verità".

"Già - dice l'avvocato Brucale - vorrebbero che collaborasse, ma Totò Cuffaro non può materialmente essere un collaboratore di giustizia.Tutto quello che c'era da svelare è già stato svelato - prosegue - perché se è chiaro che abbia avuto contatti con la mafia e che l'abbia favorita, deve essere altrettanto chiaro che non ha mai fatto parte di alcuna organizzazione e che non è un mafioso. Siamo delusi - continua il legale - adesso stiamo valutando l'eventualità di un ricorso".