Cara Befana, nessuna sorpresa | (munnizza compresa) - Live Sicilia

Cara Befana, nessuna sorpresa | (munnizza compresa)

Sandro Musco, che ogni mese dispensa pillole di saggezza su "S", ha preparato una puntata speciale di fine anno per i lettori di "LiveSicilia": "Cara Befana, per favore, fa' che tutto in città continui a funzionare sempre malamente e pressappoco esattamente come ora"

PALERMO – L’ultimo Muscodol dell’anno 2013 voglio indirizzarlo alla Befana nella sua personificazione laica: la vecchietta un poco sgangherata, stortizza e sganguliatedda, con i capelli arruffati e trattenuti da una specie di foulard fazzoletto malamente annodato sotto il mento, con le mani nodose ed ossute, le gambe rinsecchite e traballanti. Che inforca la sua scopa turbo a mo’ di destriero e si prepara a girare case e case, a scalare camini e comignoli, per portare cose buone e nzolluccherate o scagghie di carbone niuru. E’ a lei che indirizzo questo Muscodol: alla Befana icona classica e antica, anche un poco vivutizza e allegra per i vinelli che i picciriddi le fanno trovare accanto al camino come una carezza affettuosa di benvenuto che ristori dai freddi esterni del volo a bassa quota!

Le voglio chiedere, da siciliano radicato ed incarcato una cosa molto semplice: che l’anno nuovo non mi porti sorprese di nessun tipo, misura o dimensione e neppure novità impreviste e mancu mprovvisate puru ca fussiru ‘na meraviglia. Quest’anno voglio solo certezze: cose sicure che m’aiutano a vivere sereno, tranquillo e a nervi distesi. Non voglio cosi ca mi fannu arrisatare all’improvvisu, ca mi fannu satariare n’ta seggia, ca mi stinnicchianu n’terra, né pì duluri e mancu pì gioia!

Ho bisogno di certezze, chiare e nette e con me credo che ne sentano pressante il bisogno tanti, tantissimi siciliani che non vogliono essere travolti e confusi dalle novità. Anzi, delle novità semu scantati e scantatissimi di tutti quelli che annunciano novità.
Befana carissima, ti prego di metterci la tua mano e il tuo occhio lungo: per favore, che tutto a Palermo continui a funzionare sempre malamente e pressappoco esattamente come ora. Dagli uffici, alla scuola, agli ospedali, ai servizi pubblici, ai treni, ai bus, agli aereoporti, alle poste, all’anagrafe per un certificato; che le file alla posta, alla banca, all’agenzia delle entrate, alla Serit, siano sempre abbondanti e fuori misura; che gli impianti da sci e la seggiovia di Piano Battaglia continuino ad essere sempre sfasciati esattamente quando arriva la neve ed in attesa di essere sistemati per l’anno che viene; che i parcheggi funzionino solo se regolarmente abusivi e gestiti da abusivi; che l’autobus giri sempre con quel ritardo certo per cui ogni tre corse se ne fa una intera e sicura; che le buche delle strade lungo il percorso da casa mia in ufficio siano sempre lì a farmi da riferimento e senza che nessuno le aggiusti gettandomi nel panico e nell’angoscia di vivere in una terra che funziona; che le luci delle strade siano sempre una sì e tre no e mai viceversa perchè la penombra fa romantico e la troppa luce fa casino; che le strade si allaghino sempre a prima chiuvuta e che i sottopassi siano perfetti per i gommoni ad ogni temporale, ansamai i tombini funzionassero; che la spazzatura in tutte le sue forme e colori, sacco grande grigio fumo di Londra o nero intenso, sacchetto colorato azzurro o rosa mutanda della nonna o giallo sarbaggio, sacchetto della spesa con manici ncudduriati o semplicemente rituffo sparpagliato a tipo pratino inglese, sia lì, ferma, immobile e che nessuno la tocchi per evitarci un senso terribile di carestia, di miseria, di vuoto senza speranza. Per favore, Befana carissima, vicchiaredda dduci e sapurusa, mettici la tua mano e il tuo occhio lungo: che le aiuole siano sempre, al di là della loro forma, tonde o rettilinee, triangolari o a disegno complesso, specie quelle degli incroci e delle rotonde, chine chine di sacchetti di plastica che danno colore e movimento, ca s’annacano col vento ca parunu festoni a ttipo cinese; che siano chine chine di merda d’armali che dà profumo naturale, biologico e che siano sempre zappuniate e innaffiate dai picciotti della Gesip, ca uno travagghia e quartordici coordinano: ca è il minimo perchè ‘u travagghiu sia fatto munnatu e pulitu e senza primura.

Che il Parlamento regionale sia sempre operativo immobile e che, per favore, non faccia leggi di tipo nessuno perchè comunque o le blocca il commissario e l’impugna ca fanno schifu già dalla nisciuta ed accucchiamu mali fiuri o, peggio, che il commissario le fa passare, diventano operative, si applicano e succedono cosi di pazzi o paralisi complete o mpirugghiamenti tali ca era meglio lasciare le cose come erano prima della legge.

Cara Befana, capisco che ti sto chiedendo cose strane che nessuno a Milano t’addumanna ma credimi: in Sicilia, per mantenere il livello che abbiamo saputo costruire in ogni cosa, ci vuole veramente impegno e sudore e da soli ho paura che non ce la facciamo. Con il cuore in mano ti prego, dacci una mano!

Grazie di cuore e Buon Anno anche a te.


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