Processo Lombardo, acquisite| le intercettazioni di Ciancio - Live Sicilia

Processo Lombardo, acquisite| le intercettazioni di Ciancio

Raffaele Lombardo, Mario Ciancio e il centro commerciale del Pigno. Tutto nelle intercettazioni effettuate nello studio del potente editore catanese. Il giudice Rizza ha accolto la richiesta di acquisizione avanzata dalla Procura. SENTENZA IL 19 FEBBRAIO

 

CATANIA – Una nuova scossa tellurica investe il processo a carico dell’ex Presidente della Sicilia Raffaele Lombardo. A causarla sono due progressivi d’intercettazione ambientale registrati nel 2008 direttamente dentro gli uffici dell’editore/direttore Mario Ciancio Sanfilippo, attualmente sotto indagine per concorso esterno in associazione mafiosa. Voci e discorsi che, secondo l’accusa, potrebbero dimostrare un nuovo collegamento tra Lombardo e il mega affare del centro commerciale in contrada Pigno a Catania. La Procura etnea si è vista accogliere questa ulteriore integrazione probatoria dopo esplicita richiesta al Gup Marina Rizza che ha sciolto la riserva a termine di una camera di consiglio durata alcune ore.

Di proprietà di Ciancio erano parte dei terreni in cui è stato costruito il mega centro commerciale (240 mila metri quadrati) di fronte l’aeroporto di Catania. Nel 2005 a poche settimane dalle elezioni comunali, sotto la giunta dell’allora Sindaco Umberto Scapagnini, venne votata una variante al piano regolatore urbanistico di Catania che trasformò quell’area da agricola a edificabile per usi commerciali sbloccando uno dei più grandi affari ai piedi dell’Etna. Soltanto successivamente i terreni saranno venduti dall’editore alla società che poi materialmente realizzò l’opera.

I lavori in contrada Pigno hanno riempito intere pagine dell’inchiesta “Iblis”. A farli in subappalto fu anche l’imprenditore Vincenzo Basilotta, re del movimento terra originario di Castel di Judica, condannato in primo grado per mafia nel processo “Dionisio”. Basilotta raccontò di aver venduto dai 300 ai 400 camion di terra all’ex Presidente della Regione, lavoro per cui Lombardo pagò regolarmente l’imprenditore calatino. “Io – spiegò Basilotta durante un’intervista esclusiva al mensile “S” – ho detto ai Ros che io gli ho fatto il lavoro, gli ho dato copia della fattura, del bonifico bancario… non mi ha dato mai niente, non ho nessun rapporto”. A parlare dei lavori fatti sui terreni venduti da Ciancio è stato anche il geologo autonomista Giovanni Barbagallo, condannato per mafia nel rito abbreviato del processo “Iblis”. Il professionista targato Mpa interrogato dai magistrati della Procura di Catania, riferendosi a Vincenzo Aiello, capo provinciale della famiglia mafiosa dei Santapaola riferì di una presunta messa apposto per i lavori del Pigno “di 600-700 mila euro che fu data a Raffaele Lombardo per la campagna elettorale”.

Accuse da prendere con le pinze e sempre smentite dall’ex Presidente e dai suoi legali che bollarono il presunto contributo come “puramente fantasioso”. Sui lavori per i centri commerciali, compreso quello poco distante realizzato in contrada Tenutella nel Comune di Misterbianco, ci sono anche due note integrative redatte dal Ros e già acquisite nel processo Lombardo. Documenti in cui si farebbe un chiaro riferimento all’iter amministrativo che portò alla realizzazione dei due affari finiti al centro delle indagini. Sulla nuova acquisizione delle prove massimo riserbo da parte dei difensori Benedetti e Ziccone i quali durante l’udienza hanno espresso la loro opposizione.

Lombardo si è invece intrattenuto con i cronisti dopo una pausa a metà mattinata soffermandosi sui recenti sviluppi dell’inchiesta della Procura di Palermo sui rimborsi ai gruppi parlamentari all’Ars: “Credo – ha spiegato – di essere indagato ma non ho ricevuto nessun avviso di garanzia a differenza di 14 persone. Io dal gruppo non ho ricevuto nulla. Ho comprato foulard e cravatte ma tutto comprato con i miei soldi nessun viaggio, ristorante o vacanze. Dopo questa ulteriore indagine di massa che coinvolge 97 persone credo che nessuno vorrà fare più politica perché per le persone perbene sono solo guai. In cinque anni – prosegue Lombardo – ho dato vita e sangue come uno studente fuori sede, cucinando di notte in 50 metri di appartamento. Se mi mettessero una pistola alla tempia imponendomi di candidarmi alla Regione direi di no. Chi farà politica domani ? – si chiede l’ex Presidente – Le istituzioni verranno affidate a missionario e dittatori che non si assumerebbero nessuna responsabilità. Sono fiducioso per tutto, in ordine a scambi di voti, che non ci sono mai stati, rimborsi o rapporti con deliquenti”. Il processo è stato aggiornato al 19 febbraio per le repliche del Professore Guido Ziccone. In questa data potrebbe arrivare anche l’attesa sentenza.


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