"Fondi concessi, anzi no" |Il Cga dà torto alla Regione - Live Sicilia

“Fondi concessi, anzi no” |Il Cga dà torto alla Regione

L'avvocato Carlo Comandé

L'assessorato alle Attività produttive aveva accolto la richiesta di agevolazioni di una casa per anziani, ma poi si era resa conto di aver fatto un errore. Ma i lavori erano già partiti. Il Consiglio di giustizia amministrativa accoglie la richiesta di sospensiva.

Piccole e medie imprese
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PALERMO – Partecipi a un bando della Regione, ottieni il finanziamento e avvii i lavori. A un certo punto, però, la Regione si rende conto che quei soldi non poteva darteli. Che problema c’è? L’assessorato alle Attività produttive, come se niente fosse, annulla la graduatoria. E l’azienda, che a quel punto rischia di fallire, si rivolge al tribunale amministrativo. Così, ieri, il Cga ha dato ragione alla residenza per anziani valdericina “Villa Francesca”, che ha messo in campo i lavori contando su un contributo della Regione e che da qualche mese ha ingaggiato una dura lotta con la burocrazia. Una lotta che, al momento, segna la vittoria dell’avvocato Carlo Comandè, che difende l’azienda e che stamattina ha incassato una sospensiva.
La vicenda inizia il 21 settembre 2011. L’assessorato alle Attività produttive vara un bando per il sostegno alle piccole e medie imprese, includendo fra i potenziali destinatari anche le case per anziani. Sviluppo Italia analizza il progetto di “Villa Francesca”, lo approva e viene pubblicata la graduatoria: le agevolazioni riguardano un terzo degli interventi previsti dalla residenza per anziani. I lavori partono.
Il 23 gennaio 2013, però, succede il fattaccio. La sezione di controllo della Corte dei Conti comunica alla Regione che le case per anziani, a suo avviso, non rientrano fra le aree di cui l’assessorato alle Attività produttive può occuparsi. La Regione non fa una piega: dà mandato a Sviluppo Italia di riprendere in mano le domande e di stilare una nuova graduatoria. “Villa Francesca” non c’è più. Per Comandé, però, “il regime di aiuti è rivolto non solo alle imprese che operano nel settore industriale, ma anche a quelle imprese che operano nel settore dei “servizi” (intesi come l’insieme delle attività economiche che producono servizi rivolti alle imprese e alle famiglie)”. La richiesta di sospensiva, però, viene respinta dal Tar.
Il Cga non la pensa allo stesso modo. Con l’ordinanza depositata stamattina (numero 42/2014, presidente Raffaele Maria De Lipsis, consiglieri Silvia La Guardia, Marco Buricelli e Pietro Ciani ed estensore Giuseppe Mineo) il Consiglio di giustizia amministrativa ha sospeso il decreto con il quale è stata annullata la prima graduatoria e anche il parere della Corte dei Conti, chiedendo al Tar di pronunciarsi nel merito. La Regione, inoltre, dovrà pagare le spese.

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