Live Sicilia

La scheda

Hotel, pranzi e benzina
Le accuse a Bufardeci


Fra le spese contestate al politico iniziative politiche, i viaggi dei deputati, le consumazioni dei dipendenti alla buvette e i necrologi da far pubblicare sui giornali.

VOTA
1/5
1 voto

PALERMO - Ci sono spese di campagna elettorale, compensi erogati a collaboratori che secondo i magistrati non dipendevano dal gruppo, i viaggi dei deputati e persino le consumazioni dei dipendenti alla buvette e i necrologi da far pubblicare sui giornali. Dall'invito a comparire notificato a Titti Bufardeci, all'epoca dei fatti capogruppo di Grande Sud e prima ancora assessore nelle giunte di Raffaele Lombardo, emerge un uso secondo i pm disinvolto della cassa del gruppo.
Una delle voci più corpose riguarda i collaboratori personali dei deputati. Si tratta di Ignazio Migliore, Placido Stagnitta e Lorenzina Grasso per Cateno De Luca, Leonardo Marino, Vincenzo Evola e Maria Ballatore per Tony Scilla, Fabio Di Fiore e Rosa Giglio per per Franco Mineo, Cettina Occhipinti, Giambattista Marotta e Rosario Cilia per Carmelo Incardona, Elio Lala, Andrea Sallì e Rosanna Restivo per Michele Cimino. Poi, ovviamente, ci sono anche i presunti collaboratori personali di Bufardeci: Antonino Amalfi e Filomena Scavone. All'elenco, infine, vanno aggiunti i soldi spesi – secondo i pm illegittimamente – per gli emolumenti elargiti ai dipendenti Valentina Cantavenera, Sarino Aitala, Tommaso Martino e Calogero Mazza.
Poi ci sono le spese da campagna elettorale. Si va dai 670 euro versati alla “Acqua Marcia” per una sala al Grand Hotel et des Palmes, i 1.860 euro pagati per la consulenza ottenuta da Cimino (a sua volta indagato) da Idea Italiana, gli oltre tremila spesi da Carmelo Incardona (1.694 euro alla Intermed srl, 847 alla Social Media Production e altrettanti di nuovo alla Intermed), le iniziative elettorali di Incardona (totale oltre 15 mila euro fra spot, inziative e spese varie) e i 5.441 euro usati da Michele Cimino.
Chiudono l'elenco le “spese varie”. E qui spazio alla fantasia: gli omaggi natalizi, ma anche i necrologi, i cellulari, il carburante, i viaggi, gli alberghi e i ristoranti sono costati 5.576 euro, ai quali però si aggiungono i 20 mila euro per “alberghi, ristoranti e altre spese non rendicontate”, i quasi diecimila euro versati a Cimino per “spese personali varie” (6.684), “alberghi e ristoranti” (634) e spese non documentate (2.465), i 12.797 euro pagati a Incardona per spese “non meglio precisate”, gli 8.605 euro versati a Mineo per la benzina di un'Audi presa in leasing, di un'altra Audi intestata a sua moglie e di altre spese non documentate e i 35.600 euro per le spese legate alla Frd Kuga intestata allo stesso Bufardeci. E per non farsi mancare nulla, anche i pranzi dei dipendenti e dei deputati alla buvette: 9.781,74 euro. A spese nostre. Buon appetito.