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Il caso

Inceneritori, discariche, Eolico
Crocetta attacca, Marino dai pm


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L'ex assessore oggi è stato sentito dai magistrati Di Matteo e Demontis. L'inchiesta riguarda il mega-appalto per  i termovalorizzatori. Due giorni fa il governatore era stato durissimo: "Il mio assessore era a favore dell'Eolico e non si è accorto delle infiltrazioni mafiose in alcune discariche". La replica: "Raccontate tante falsità".


PALERMO - Il presidente antimafia attacca il pm antimafia. E anche per questo, verrà ascoltato dal presidente della Commissione antimafia. Intanto, però, l'ex assessore è stato sentito in Procura dai suoi “colleghi”. La vicenda è quella caldissima del mega-appalto sui termovalorizzatori in Sicilia. “Spero che questa storia di Marino si possa chiudere qui”, ha detto ieri in Aula Rosario Crocetta. Ma la storia, forse, è apena iniziata.

Il governatore aveva appena chiuso, con quelle parole, nel suo lungo intervento di ieri a Sala d'Ercole, il capitolo dedicato all'ex assessore all'Energia. Un capitolo, però, denso di accuse e sospetti. Tali da spingere anche Nello Musumeci a convocare una seduta della commissione da lui presieduta. “Il governatore dovrà spiegarci un po' di cose”.

Intanto, come detto, oggi Marino è stato sentito dai pm Nino Di Matteo e Sergio Demontis. L'inchiesta riguarda proprio le infiltrazioni mafiose nel sistema dei rifiuti. In particolare a una serie di vicende connesse alla pubblicazione nel 2002 di un bando per la costruzione di quattro impianti a Palermo (Bellolampo), Augusta, Casteltermini e Paternò. Dopo una sentenza dalla Corte di giustizia europea, che riscontrò varie irregolarità, la Regione aveva annullato l'assegnazione delle opere a quattro raggruppamenti di imprese risultati vincitori della gara. Ne è scaturito un contenzioso sul quale, nei giorni scorsi, è intervenuto Marino con una richiesta di risarcimento danni di 500 milioni alle associazioni temporanee di imprese. A suo giudizio, la procedura di affidamento sarebbe stata "viziata in radice". L'inchiesta sui termovalorizzatori era cominciata nel 2010 quando in Procura era stato sentito l'ex presidente della Regione, Raffaele Lombardo, dal quale erano venute denunce su presunte infiltrazioni nel sistema dei rifiuti in Sicilia.

Una vicenda sollevata, come detto, anche ieri a Sala d'Ercole da Crocetta. Un intervento lungo e durissimo. Al quale Marino ha replicato dapprima con un breve comunicato. Poi, raggiunto da Livesicilia ha provato a “dribblare” la questione: “Non sono più un assessore, ma sto per tornare a fare il pm. Una cosa è certa: Crocetta ieri ha detto un mucchio di siocchezza, di falsità”.

Quali sarebbero queste “presunte falsità” del governatore? Ieri Crocetta ha reagito all'invito del capogruppo della Lista Musumeci Santi Formica: “Cosa c'è dietro la cacciata di Marino?” ha chiesto il deputato dell'opposizione. E il governatore non se l'è fatto ripetere due volte: “Circa i termovalorizzatori, - ha detto in Aula - ho avuto un solo dissenso con l'assessore Marino quando l'avvocato nostro ha proposto una transazione per la Falck ed il sottoscritto è saltato dalla sedia dicendo che noi transazioni sui termovalorizzatori non ne facciamo”. Una ricostruzione del tutto opposta da quella proposta dall'ex assessore, che in effetti si dice “sorpreso da alcune dichiarazioni attribuite al Presidente della Regione Siciliana, con specifico riferimento alla vicenda dei termovalorizzatori, mi corre obbligo precisare di non avere mai proposto transazione alcuna, opponendomi al rinvio di ogni udienza avanti il Tribunale di Milano ed adottando per iscritto atti di segno opposto”. Non solo, Marino afferma di avere “contestato ai quattro raggruppamenti di impresa (con note scritte del 3 aprile riscontrabili al protocollo) una specifica ipotesi di danno da illecito extracontrattuale, interrompendo i termini di prescrizione; ho chiesto – prosegue l'ex assessore - all'Avvocatura Distrettuale dello Stato di Palermo di valutare la possibilità di avvio dell’azione di risarcimento del danno, con l’assistenza dello stesso organo (nota del 4 aprile); ho inoltrato, in data 4 aprile, alla Presidenza della Regione e alla Segreteria di giunta atto motivato per sottoporre alla Giunta regionale ogni valutazione in merito all'avvio dell'azione 'per la tutela delle pretese di questa regione e il risarcimento del danno'”.

Ma Crocetta non si è fermato alla spinosa vicenda dei termovalorizzatori: “Per quanto riguarda il patto dei sindaci, per me già dovrebbero essere iniziati gli impianti dei comuni, ma un solo impianto non è partito, perché il direttore generale scelto dall'assessore Marino ha deciso tutte le burocrazie: io gli avevo detto di fargli un prestito ed invece lui ha voluto dare i contributi europei, con il bando pubblicato in agosto, si è perso un anno di tempo". Il direttore in questione è Maurizio Pirillo, sempre difeso dall'assessore.

Altro fronte, ovviamente, quello caldissimo dei rifiuti, che nei mesi scorsi è stato anche il teatro dello scontro tra Marino e il numero due della Confindustria siciliana, Giuseppe Catanzaro: "Per le discariche, - ha detto Crocetta - io sostengo la tesi che il piccolo comune potrebbe avere anche un proprio ciclo autonomo dei rifiuti, con un piano preciso che venga approvato dall'assessorato. Ma si dice no. Non possiamo assistere alla moltiplicazione delle discariche, e che mettiamo discariche in tutto il territorio? Solo che questa cosa non è solo ambientalista, è il modello campano dei rifiuti, quello che vieta le discariche pubbliche, la gestione dei comuni e favorisce i rifiuti della camorra. Mi rifiuto di pensare che l'assessore Marino avesse avuto in testa questo". Il governatore ha poi aggiunto: "Per esempio è irregolare la discarica di Catanzaro. La Regione sta facendo quello che deve fare, ma su Mazzarà Sant'Andrea qualcuno ha sentito mai parlare di mafia sulla discarica di Mazzarà di Sant'Andrea? E sull'Oikos, qualcuno ha sentito mai parlare di possibili infiltrazioni mafiose? E perché favorire la discarica di Lentini rispetto ad altre? Perché forse lì c'è un sindaco amico? Questioni riconducibili ad un fatto che io faccio la battaglia per i rifiuti zero, per la differenziata e che voglio almeno una discarica pubblica per ogni provincia”.

Frasi, quest'ultime, che hanno fatto saltare sulla sedia il presidente della Commissione antimafia all'Ars, Nello Musumeci: “Il presidente Crocetta – ha detto - sarà invitato a riferire alla Commissione Antimafia sulle presunte infiltrazioni mafiose nella gestione delle discariche private dell'Oikos di Motta Sant'Anastasia e di Mazzarà Sant'Andrea, nel Messinese. Le sue dichiarazioni rese in aula stasera sono gravi e meritano di essere approfondite. Altrettanto gravi mi sono apparse le considerazioni fatte sull'operato dell'ex assessore all'Energia, il magistrato Nicolò Marino. Sono convinto che dall'audizione del governatore ricaveremo utili elementi ai fini della nostra istruttoria sulla gestione delle discariche pubbliche e private in Sicilia”.

“Io mi limito a dire – precisa Marino – che attorno a quelle vicende ci sono già degli atti depositati di revoca nei confronti di Oikos, e anche un 'no' all'abbancamento. Su Mazzarà, invece, vorrei ricordare che la commissione che sta verificando tutto l'iter era presieduta dal mio vice capo di gabinetto. Mi fermo qui. Per tutto il resto, se serve, parlerò nelle sedi istituzionali”.

Ma l'affondo del governatore non si è fermato lì. Ecco anche la vicenda dell'Eolico, che qualche mese fa innescò una furiosa polemica anche tra l'assessore e deputati del Pd, come Antonello Cracolici: “Era da un anno e quattro mesi – racconta Crocetta - che dicevo: 'L'eolico si risolve in una settimana'. Basta fare la mappatura attuale, dove sono le zone dell'eolico, siccome noi abbiamo superato i limiti - perché è così, siccome è un affare di Matteo Messina Denaro che non è secondario - che facciamo? Facciamo la mappatura di tutte le cose e diciamo che l'eolico si è esaurito nelle zone dove ci sono gli impianti, il resto è destinato ad altre energie alternative. Allora sono stati autorizzati venti impianti eolici durante la gestione dell'assessore Marino. Atti dovuti, atti dovuti che non si sarebbero fatti se si fosse fatto il piano che non è stato presentato, atti dovuti che non si sarebbero fatti”.

Anche in questo caso, Marino la pensa diversamente: “L'ho spiegato mille volte, anche in Assemblea: sulle conferenze di servizio criticate oggi da Crocetta, c'era un giudizio di ottemperanza e persino il parere favorevole sulla Via, concesso dall'assessorato al Territorio. Non potevamo fare altro. Semmai, vorrei precisare che per stilare il Piano di zona serviva il parere favorevole anche degli assessorati Territorio e ambiente e Beni culturali. Che non è mai arrivato”. Ultimo motivo di scontro, l'acqua pubblica: “Io voglio l'acqua pubblica. Il Parlamento – ha detto Crocetta - potrebbe votare anche contro, ma il mio assessore deve portare questa proposta. Quindi, l'assessore che dice: 'Fino a quando ci sono io qua decido io!'; mi dispiace decide all'interno del governo, se no si presenta alle elezioni come presidente e formula un programma”. Peccato che Marino confermi di “essere sempre stato a favore dell'acqua pubblica. Mi chiedo, semmai, - aggiunge – come il presidente possa dire una falistà simile, visto che abbiamo pure preparato insieme, anche col Pd, il ddl per la pubblicizzazione dell'acqua”. La “guerra antimafia” tra il presidente e il pm sembra appena iniziata.