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La "cura Alajmo" e il Biondo
Boom con gli artisti palermitani


Lo Stabile di Palermo torna a registrare il "tutto esaurito", con numeri da capogiro per biglietti e abbonamenti. "C’era e c’è a Palermo un desiderio inappagato di cambiamento", spiega il direttore. Giambrone: "La dimostrazione che i teatri si possono riempire anche oggi, grande merito di Alajmo".


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PALERMO - Palermo riscopre il teatro Biondo e lo fa regalando allo Stabile un boom degli abbonamenti, spettacoli strapieni e un “tutto esaurito” che sembra essere divenuto ormai una costante in via Roma. Una vera e propria rinascita per una delle istituzioni culturali della città che da anni era caduta nell’oblio tra problemi economici, scontri sindacali e un tira e molla tra i soci che ne aveva pregiudicato la sopravvivenza.

Ma la nomina lo scorso settembre del nuovo direttore Roberto Alajmo, fortemente voluto da Palazzo delle Aquile al posto di Pietro Carriglio, sembra aver impresso una svolta decisiva alle sorti del teatro che, dall’orlo del baratro, sembra ormai essere tornato nel cuore dei palermitani. “Gli abbonati sono quasi triplicati rispetto allo scorso anno e gli incassi sono raddoppiati - dice Alajmo a Livesicilia - evidentemente c’era e c’è a Palermo un desiderio inappagato di cambiamento. Sono solo all’inizio del mio percorso, ma in teatro si sta cominciando a dare spazio a nuove cose rimaste finora incastrate tra l’istituzione Teatro Stabile e l’avanguardia istituzionalizzata: in mezzo c’erano tante cose che non erano abbastanza noiose per entrare nelle due categorie, è bastato smuovere un po’ le acque”.

Il vero merito di Alajmo, però, sembra essere quello di aver riportato gli artisti palermitani allo Stabile: da Emma Dante a Gigi Lo Cascio, da Vincenzo Perrotta a Mimmo Cuticchio. Una scelta che ha pagato, almeno stando ai numeri: rispetto alla scorsa stagione gli abbonati sono passati da 1.700 a quasi 4.000 e lo sbigliettamento medio si attesta tra le 800 e le mille unità. Sei repliche a spettacolo, dal martedì alla domenica, che hanno fatto segnare il tutto esaurito e spinto il Teatro a prevederne, per la prossima stagione, otto o nove per accontentare i tanti che, in più di un’occasione, sono rimasti fuori. “La stagione l’abbiamo fatta in pochissimo tempo - spiega Alajmo - la campagna abbonamenti è iniziata quando gli altri l’avevano già chiusa e abbiamo anche dovuto fare i conti con la crisi. Ma la ripresa si vede anche nei teatri privati, un fattore che si scontra con la micidiale penuria di denaro: si scatena la guerra dei capponi di Renzo e ci si becca di poveri”.

Il pubblico però ha apprezzato particolarmente il nuovo corso del Biondo, premiando “Le sorelle Macaluso” di Emma Dante, ma anche “L’Otello” di Lo Cascio e Pirrotta, “L’Aida” di Roberta Torre, l’omaggio a Verdi di Marco Paolini e “Il visitatore” di Alessandro Haber. “Si trattava di cambiare l’immagine, nonostante la crisi - aggiunge il direttore dello Stabile - c’era latente in città il desiderio di tornare a teatro e c’è ancora una borghesia colta che vuole andare a teatro ma senza essere punita dal teatro. Non è vero che la gente vuole sempre le stesse cose, vuole essere anche un po’ sorpresa”.

Sedici in tutto gli spettacoli in cartellone, con tre fuori abbonamento, ma il successo è stato determinato anche dai prezzi ribassati per gli abbonamenti, dalle visite guidate, dalle convenzioni con cral e associazioni e dal ritorno del Teatro dei ragazzi di mattina. “Noi siamo molto soddisfatti, abbiamo la conferma di quello che abbiamo sempre pensato e cioè che il Teatro Biondo fosse sganciato dalla città, dal suo clima, dai suoi bisogni e desideri e vivesse in una dimensione chiusa che aveva perduto il suo pubblico - commenta l’assessore alla Cultura Francesco Giambrone - un’istituzione teatrale vive per il suo pubblico. Abbiamo cambiato la governance del teatro e individuato Roberto Alajmo che ha voluto una politica di apertura alla città fatta con gli artisti della città. Questo è un successo legato ad Alajmo e alle scelte che ha fatto che sono di valorizzazione di un grande patrimonio di risorse palermitane, a cominciare da Emma Dante, che hanno trovato casa al Biondo e che dimostrano che si può riempire il teatro anche così. Qualche giorno fa, non potendo andare alla prima de L’Otello di Lo Cascio e Pirrotta, sono andato una domenica pomeriggio chiamando prima il direttore: ebbene, con mia grande sorpresa ho scoperto che il teatro era tutto esaurito e lo era tanto che l’unico posto in cui hanno potuto mettermi è stato un palco di servizio e ne sono stato contento. E’ stata una gioia di capire che non c‘era un buco nemmeno per l’assessore alla Cultura. E’ segno della salute del teatro. Contemporaneamente al Teatro Massimo ballava, facendo il tutto esaurito, Eleonora Abbagnato: la dimostrazione che si possono riempire i teatri e si può farlo con i palermitani. Si trattava solo di rimetterli in pista, facendo capire ai palermitani che c’è grande talento spesso sottovalutato. Il merito va a chi gestisce il teatro aprendolo, il Biondo torna così nei luoghi di identità culturale della città”.

Twitter: @robertoimmesi