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L'inchiesta sull'affaire Nomura
Politici e burocrati dai pm


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Vengono sentiti in qualità di persone informate sui fatti. Si presenteranno stamattina al Palazzo di giustizia di Palermo, tra gli altri, Ettore Cittadini, Simone Cuccia e Vincenzo Emanuele.

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PALERMO - Si comincia alle nove di stamani e si andrà avanti a oltranza. Mossa a sorpresa dei pubblici ministeri che indagano sullo scandalo Nomura. Il procuratore aggiunto Leonardo Agueci e i sostituti Daniele Paci e Sergio Demontis hanno convocato nove persone. Vengono sentite in qualità di persone informate sui fatti. Si presenteranno al Palazzo di giustizia, tra gli altri, Ettore Cittadini, Simone Cuccia e Vincenzo Emanuele. Negli anni delle operazioni di finanza creativa, tra il 2002 e il 2003, erano rispettivamente assessore regionale alla Sanità, dirigente coordinatore dell'assessorato e dirigente del servizio Bilancio.

I fatti sono quelli che hanno portato al sequestro per equivalente di 104 milioni di euro eseguito dalla Polizia tributaria della Finanza ai danni della banca d'investimenti Nomura International e di alcuni uomini d'affari per una presunta truffa ai danni della Regione siciliana  Sette le persone indagate, tra cui quattro ex manager dell'istituto di credito giapponese e i professionisti palermitani Marcello Massinelli, Fulvio Reina e Marco Modica De Mohac. La truffa avrebbe provocato alle casse di Palazzo dei Normanni un danno di 175 milioni di euro dovuti alla cartolarizzazione dei crediti della aziende sanitarie siciliane e a tre operazioni di finanza derivata.

Reina e Massinelli sono i titolari della società di intermediazioni LM Consulting, già Rossini srl, artefice dell'operazione negli anni in cui il presidente della Regione era Totò Cuffaro. Modica De Mohac, invece, era il presidente del Consorzio aziende sanitarie siciliane, appositamente istituito per la cartolarizzazione dei crediti. Alla fine fu stipulato un contratto con tassi di interesse molto onerosi e più pesanti, secondo l'accusa, rispetto alle condizioni di mercato. Massinelli e Reina avrebbero così incassato provvigioni per 19 milioni di euro, transitati su conti correnti esteri.

Oltre a Cittadini, Cuccia ed Emanuele saranno sentiti altri sei funzionari che nel 2002-2003 lavoravano al Bilancio e alla Sanità. I pubblici ministeri vogliono aggiungere ulteriori tasselli all'inchiesta per dimostrare che dietro l'affaire Nomura c'era un piano preciso che avrebbe provocato, così lo definiscono, l'arricchimento di pochi e l'impoverimento di molti. Grazie all'intervento di Massinelli e Reina l'affare della cartolarizzazione dei crediti delle aziende sanitarie, di cui si cominciò a parlare nel 2001, e la ristrutturazione dei debiti regionali attraverso l'acquisto di derivati sarebbe stato affidato dalla Regione alla Nomura nonostante si potessero ottenere condizioni migliori. Ad esempio, accettando la proposta di mutuo avanzata, ed invece scartata, dalla Cassa Depositi e Prestiti.

Particolarmente interessante potrebbe essere la testimonianza di Cuccia, nei confronti del quale i pubblici ministeri non hanno usato parole tenere: “A seguito della stipulazione del contratto di cessione dei crediti da parte del Consorzio il dirigente del servizio dell'assessorato alla Sanità, Simone Cuccia, in data 11 ottobre 2002, emanava il decreto. In detto provvedimento si legge che nel contratto di cessione dei crediti stipulato il 27 settembre 2002 si dava atto che 'gli oneri di dilazionamento sono stati negoziati tra le parti per un importo complessivo di 226 milioni di euro”.

Le parti erano Nomura e il Consorzio. Ecco perché, sostengono ancora i pm, “non può sfuggire la gravità del comportamento di Simone Cuccia: costui ha preso atto di una pattuizione tra soggetti estranei alla Regione che ha comportato, in assenza di qualsivoglia attività decisionale delle competenti autorità amministrative, un gravissimo danno economico per la Regione Siciliana”.